COMMENTO AL VANGELO – II DOMENICA DI AVVENTO
Nella seconda domenica di Avvento il protagonista del brano del Vangelo secondo Matteo è Giovanni Battista.
Egli, vero profeta e annunciatore della venuta di Cristo, si trova nel deserto, vestito spartanamente e mangiando di ciò che la natura gli offre. Ha svuotato la sua vita di tutto ciò che è superfluo per poter apprezzare al meglio il messaggio del Signore. Ma è soprattutto dentro di sé che ha creato un ambiente adatto ad accogliere la Parola: Giovanni ha aperto il suo cuore a Dio. Il suo “deserto”, quindi, non è sterile, ma dà molto frutto.
In questo deserto Giovanni grida, non di rabbia ma mosso dalla fede, e il suo grido scuote e sprona le coscienze di chi lo ascolta. L’invito, che riecheggia le parole del profeta Isaia, è quello di preparare la via del Signore, di raddrizzare i suoi sentieri. Di rimuovere, quindi, quei sentimenti di orgoglio e superbia che talvolta ci assalgono, per lasciare il posto all’umiltà e all’ascolto della Parola, su cui poter conformare la nostra vita. Se agiamo coerentemente con la nostra scelta di vita cristiana, appianando gli ostacoli che sorgono in noi, diventiamo anche noi testimoni verso gli altri.
Giovanni ha intrapreso un cammino e annuncia quello che la Parola gli suggerisce. Parla alle folle che lo seguono di un battesimo di conversione: l’immersione nell’acqua del Giordano per poi riemergerne segna il passaggio dall’uomo vecchio a quello nuovo, invita a lasciarsi alle spalle le ruggini del passato per poter iniziare un nuovo cammino, fatto di fede e di amore. La conversione deve quindi essere un lavoro interiore di miglioramento fatto da ciascuno, in vista di Colui che verrà dopo Giovanni Battista, qualcuno di più forte e potente che battezzerà in Spirito Santo e fuoco e giudicherà con giustizia.
AVVISI
Lunedì 8 – oggi è la solennità dell’Immacolata Concezione- le messe hanno il consueto orario festivo.
A Massarosa alle 18 accensione luci e canti di Natale (vedi locandina)
Martedì 9 dicembre – alle 21 a Massarosa al don Bosco videoconferenza di Avvento ( vedi locandina a lato o nelle chiese).
Mercoledì 10 – a Bozzano all’oratorio alle 17 incontro con i volontari della casa delle donne (vedi locandina).
Giovedì 11– A Bozzano alle 17 CTA s. Messa.
Alle 21 a Massarosa incontro con i catechisti delle Medie.
A Massarosa alle 21 in canonica incontro sulla Parola di Dio della domenica.
Alle 21 a Quiesa nelle sale parrocchiali incontro sulla Parola di Dio della Domenica.
Venerdì 12 e Sabato 13 a Montigiano festa di Santa Lucia (vedi locandina).
Sabato 13 – A Montigiano è la festa della Patrona santa Lucia. Le s. Messe sono al mattino alle 11 e nel pomeriggio alle 15.
Sabato 13 – dalle 9 alle 10 in canonica a Massarosa incontro dei ministri degli infermi.
Alle ore 10 Catechismo 3a media e Confessioni.
Alle 15 all’Auditorium delle scuole medie ‘stati generali per gli adolescenti (vedi locandina).
Domenica 14 – a Gualdo alle 14,30 Babbo Natale
Alle 15 a Massarosa Presepio Vivente e canti di Natale.
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In queste domeniche le Amiche delle Missioni offrono i loro manufatti a favore di tante persone bisognose.
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La comunità Lautari ringrazia di cuore per il ricavato della giornata di sensibilizzazione fatta nella nostra Comunità. Sono stati raccolti più di € 1000.
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Lunedì 8 dicembre sul piazzale della chiesa di Piano del Quercione vengono distribuite le stelle di Natale.
2025 7 dicembre – clicca sopra per leggere il foglietto della domenica in formato pdf
2^Domenica di avvento anno A
Nella seconda domenica di avvento le letture che vengono proclamate sono una vera ricchezza di promesse, annunci, garanzie e avvertimenti di quello che il Signore Dio ha preparato per noi nella sua amorevole sapienza .Se la domenica scorsa eravamo chiamati a vigilare per la venuta del Signore oggi ci vengono indicati i sentieri che possiamo percorrere per andargli incontro in questo periodo di attesa in un cammino di conversione.
Il brano di Isaia è uno scrigno prezioso di verità rivelate, è annuncio di una armonia che in natura non esiste ma proprio per questo il profeta vede il mondo capovolto dopo la venuta del Signore che riporterà la pace e la beatitudine primordiale , quella del Paradiso che Lui ci va a preparare.
Il capitolo inizia con la promessa di un virgulto , cioè un nuovo ramo che spunterà da Iesse , il padre di Davide, e il virgulto sarà proprio Gesù . Su Gesù si poserà lo Spirito Santo ed ecco proprio da questo brano la Chiesa antica ha identificato i doni che riceviamo nel Battesimo e poi confermiamo nella Cresima .Per due volte viene citato il “timore del Signore “ma bisogna capire bene cosa si intende .Timore non significa avere paura ma temere di essere lontani da Lui. Come diceva S. Agostino “ temo il Signore , cioè non vorrei che Lui mi passasse accanto e io non lo vedessi’.. e il profeta infatti ribadisce “il nuovo Davide, cioè Gesù , si compiacerà del timore del Signore” cioè sarà contento che noi lo cerchiamo e non vogliamo che ci abbandoni..”non giudicherà secondo le apparenze…ma con giustizia “.A quel tempo gli umili erano trattati non secondo giustizia ma secondo il loro stato sociale..Il povero aveva sempre torto, non poteva sperare di essere ascoltato a motivo delle sue origini umili.
Ogni parola è ricca di speranza, annuncio di imparzialità , equità tra i popoli e armonia nel creato.
Dopo che il Signore si sarà rivelato tutti avranno sete di Lui, vorranno conoscerlo e lo cercheranno perché in Lui troveranno ogni risposta ai dubbi, ogni desiderio appagato.
La lettura continuata della lettera ai Romani riprende proprio il passaggio di Isaia e qui l’apostolo Paolo ci dice parole che ci dovrebbero servire come guida nel nostro cammino di fede… ci dice che tutto quello che leggiamo nelle Scritture è stato scritto per noi, serve per la nostra istruzione e proprio dalla conoscenza delle Scritture e dalla perseveranza in esse possiamo avere consolazione e speranza.
Paolo si stava rivolgendo a un popolo che adorava gli dei, l’imperatore ..e fa una precisazione sui circoncisi -cioè i giudei – e le genti, che sono i pagani.
Che grande annuncio di misericordia e di speranza, esempio di come la comunità deve accogliere tutti , a modello di Gesù!
Egli infatti “ è diventato servitore dei circoncisi” cioè ha obbedito alla volontà del Padre suo e volontariamente si è fatto servo, ultimo, fino a morire per la nostra salvezza.Ma tutte le genti , cioè anche i pagani , ugualmente lo glorificheranno perché riconosceranno la misericordia che Dio mostra anche verso di loro , poiché la Salvezza non è di un piccolo gruppo prescelto ma è rivolta a tutti quelli che crederanno in Lui.
Nel Vangelo Matteo ci presenta Giovanni il Battista ( o Battezzatore) un uomo che si era allontanato dalla comunità di Gerusalemme , aveva fatto una scelta di vita ritirata come gli anacoreti, gli eremiti : viveva nel deserto, si vestiva e si nutriva con l’essenziale.. ma era pieno della sapienza dei profeti e Dio lo aveva scelto per predicare la venuta del Salvatore, per aprirgli le strade ..
Il Battista aveva un circolo di suoi fedeli discepoli che lo seguiva, battezzava nel Giordano invitando tutti a convertirsi , battendosi il petto e riconoscendo i propri peccati.
Fra la folla vede dei farisei , conosciuti per la loro osservanza della legge e ha parole dure verso di loro. Li chiama “razza di vipere “ perché si facevano forti di essere figli di Abramo e dunque di avere la salvezza per diritto .
Giovanni invece li esorta alla conversione perché , come ha detto Paolo ,non saranno gli eletti della Legge, i figli di Abramo ad avere la salvezza…ma saranno tutti..e afferma infatti che “ Dio può suscitare figli di Abramo dalle pietre” cioè non è per discendenza che si è israeliti, ma per la nascita nuova nel Battesimo del Signore Gesù , un battesimo di Spirito Santo e fuoco, un battesimo che ci fa diventare Figli di Dio, che ci immette nel mistero della Trinità , ci unisce a Gesù e alla chiesa .
In attesa del Natale Gesù oggi non solo ci fa intravedere come doni preziosi le realtà che ci attendono e ci dice come seguirlo… ci fa capire anche che seguire Lui non è sempre facile, come pensavano i farisei..che non servono solo pratiche esteriori ma ci vuole la conversione del cuore…poiché il Signore è un giudice giusto, gli alberi che non portano frutto saranno tagliati e il grano buono sarà separato dalla paglia: uno per essere conservato , l’altra per essere bruciata.
Questo tempo di attesa possa servire a ciascuno di noi per conoscere di più il Signore, per convertire il nostro cuore e portare frutti di pace, di luce, di accoglienza.