COMMENTO AL VANGELO – II DOMENICA DOPO NATALE
Nella II Domenica del tempo di Natale, la liturgia ci propone l’inizio del vangelo secondo Giovanni. Si tratta di un brano in cui possiamo vedere racchiusa, in pochi versetti, la vera essenza del Natale: “il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”.
Le prime due parole del brano – “in principio” –, che richiamano il libro della Genesi, ci suggeriscono come all’interno della nostra vita tutto abbia origine in Gesù e come tutto tenda verso di Lui. Per il cristiano, quindi, dev’essere centrale la figura di Cristo e ogni nostra azione dev’essere misurata con il “metro” della Parola di Dio, contrariamente a quello che spesso facciamo, misurandoci soltanto con noi stessi. Non sempre, infatti, accogliamo in noi il Signore, e così facendo viviamo un cristianesimo incompleto: “venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto”. Certe pagine del Vangelo possono risultarci ostiche da vivere, ci pungono sul vivo e preferiamo chiudere un occhio e accantonarle. La Parola, però, deve essere presa nella sua interezza, poiché essa è il fondamento su cui tutto si basa.
Gesù, la Parola fatta carne, è venuto sulla terra facendosi uomo come noi per poterci portare ancor più efficacemente il messaggio di amore di Dio e donarci la salvezza. È la massima espressione della sapienza, di cui parla la prima lettura dal libro del Siracide. Non si tratta di una sapienza solo teorica, ma di una sapienza fatta di gesti concreti, compiuti in accordo con la Parola che traccia per noi una via luminosa, da seguire per comportarci coerentemente con la fede che professiamo.
L’indicazione che il Signore ci dà con la sua Parola si è concretizzata, quindi, nella venuta di Cristo, che abbiamo ricordato con il Natale. È lui il modello a cui fare riferimento e con il quale misurare le nostre azioni ed è la via da seguire per ottenere la salvezza dal peccato.
AVVISI
Domenica 4 gennaio 2026 – Agli Sterpeti alle 18,30 – Tombola in famiglia (vedi locandina).
Lunedì 5 e martedì 6 – Epifania
Messa come orario festivo.
No messa a Massarosa alle 11, ma alle 18,30 del 6 gennaio: Messa delle Befane. (vedi locandina).
Non c’è l’incontro sulla Parola di Dio.
Mercoledì 7 – alle 17 a Bozzano Oratorio del mercoledì
Giovedì 8 – alle ore 16 a Bozzano Oratorio ‘spazio aperto’.
Alle 17 a Bozzano s.messa con il Centro ‘ti ascolto’.
Alle 21 a Massarosa Animatori del dopoCresima.
Venerdì 9 – alle ore 21 a Massarosa, corso Fidanzati.
Domenica 11 – Domenica della Pace a Massarosa dalle ore 9,30. vedi locandina.
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I fiori per l’allestimento della Chiesa di Massarosa nel tempo di Natale, sono stati offerti dalla Compagnia del Carmine e di San Rocco. Grazie.
2026 4 gennaio- clicca sopra per leggere il foglietto della domenica nel formato pdf
II^ domenica di Natale anno A
Le letture di questa domenica del tempo di Natale sono intense di verità teologiche rivelate e la Chiesa le fa proclamare oggi per dare forza e continuità alla meraviglia che si è compiuta con l’ incarnazione di Gesù .
Le scritture di oggi avvolgono come una coperta calda il neonato di Betlemme, il Figlio di Dio che ci è stato donato per portare pace e salvezza, luce e verità.
Esse sono veramente tre capisaldi della nostra fede e raramente la Chiesa proclama in una unica Eucarestia tre perle così preziose .
Il libro del Siracide ci parla della Sapienza con una forma letteraria che ce la rappresenta come una persona che parla di se stessa .
La Sapienza è presente fin dal momento della creazione , quando Dio ha parlato e parlando ha creato .C’è una intima e misteriosa relazione tra Dio , la sua Parola che crea e la Sapienza che esce dalla sua bocca.
La Sapienza si fa conoscere all’assemblea dell’Altissimo , cioè al popolo di Israele attraverso la Legge, i saggi, i profeti. Con la nascita di Gesù avremo la sintesi estrema perché come è scritto nella lettera ai Corinzi “ Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio”.
L’autore che l’ha creata le ha comandato di fissare una tenda nella casa di Giacobbe e nel popolo di Israele. Qui troviamo corrispondenza con il Vangelo di Giovanni che nel Prologo, annuncia :” Il Verbo si fece carne e “ fissò la sua tenda “ in mezzo a noi.”( tradotto poi con “ venne ad abitare “).
La Sapienza prima di divenire carne era Parola , che si è calata nel linguaggio umano attraverso la Legge e i profeti . Possiamo trovarne insegnamenti proprio nei libri sapienziali (Proverbi, Siracide, Sapienza, Qoelet, Giobbe, Salmi, Cantico dei cantici) e nei profeti.
La grande rivelazione di questo brano che ci dà luce e fiducia è un Dio creatore che fin dall’inizio aveva considerato di contemplare come emanazione del suo amore , un universo , luce e tenebre, cieli e terra , animali e piante dando vita in ultimo ad una umanità fatta a sua immagine: uomini e donne chiamati a custodire il creato e sovrabbondare di amore e cura, rispetto e giustizia, pace e fratellanza la propria esistenza e quella del prossimo.
La Sapienza prepara a Dio il suo popolo e Dio lo riceve come sua eredità.
Questo è stato il compito di Gesù , che ha voluto riscattare non solo il popolo d’Israele ma anche tutti i popoli della terra.
Nella seconda lettura l’apostolo Paolo si rivolge alla comunità di Efeso con un inno di benedizione per tutto l’amore che Dio ha voluto manifestare agli uomini a partire dalla creazione fino al dono del Figlio suo.
Sono ridondanti i riferimenti alla prima lettura: Paolo, illuminato dalla sapienza, ci presenta un Dio che ci ha scelti prima della creazione per farci ” santi e immacolati nella carità “.Il disegno originale di Dio non è stato annientato dal peccato, infatti la nostra elezione non è dopo il peccato di Adamo ma prima della creazione, quindi ogni uomo che nasce è destinato alla salvezza.Se per mezzo di Gesù siamo salvati e siamo resi figli adottivi allora ecco l’invito di Paolo a crescere in sapienza e conoscenza , affinché gli occhi del cuore siano aperti alla speranza a cui siamo stati destinati, quella della vita oltre la morte, nella santità che Dio ha voluto per tutti quelli che avranno fede in Lui .
Il prologo di Giovanni è un altissimo annuncio della incarnazione del “ Logos”, il Verbo di Dio, la Sua Parola che ha preso la forma umana nel il grembo di Maria. Gesù è la Parola che Dio ha mandato tra gli uomini per loro redenzione.
Il brano è una profonda sintesi teologica che l’apostolo ci consegna nella sua narrazione evangelica e proprio per questo si distingue dagli altri evangelisti.
Giovanni fa spesso riferimento nel suo Vangelo alla contrapposizione tra luce e tenebre: la luce è il Cristo risorto e le tenebre sono assenza di luce e quindi assenza di Gesù.
Oggi ci viene annunciata una grande rivelazione : è venuta nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo .
Ciascuno di noi è quindi destinatario di questa Grazia, sta a noi accoglierla o meno nella nostra vita. Con parole semplici ma lapidarie Giovanni ci descrive le possibilità che abbiamo nel ricevere o rifiutare la Luce, il Verbo che ha messo la tenda tra noi e che porta la promessa del Padre : a quanti lo accoglieranno darà il potere di diventare come Lui, figli di Dio , fratelli di Cristo .
Quale grazia ci viene accreditata non per i nostri meriti ma per la sovrabbondanza di amore, carità e misericordia!
Veramente ogni frase, ogni stico di questo brano è degno di essere meditato nel nostro cuore, come ha fatto Maria fin dall’inizio , perché porti frutti di luce e di grazia come ci viene promesso.