E’ Domenica (31-05-2026)- SS.ma Trinità

COMMENTO AL VANGELO – SANTISSIMA TRINITÀ

Dopo la Pentecoste, celebrata domenica scorsa, il calendario liturgico ci offre oggi la solennità della Santissima Trinità.
Il brano del Vangelo secondo Giovanni mette in risalto un concetto fondamentale: l’amore che Dio prova per l’uomo. Si tratta di un amore forte e fuori da ogni logica, per il quale Dio ha mandato il Figlio, Gesù, sulla Terra, per portare la salvezza agli uomini, attraverso la sua morte e risurrezione. L’azione di salvezza è poi continuata con lo Spirito Santo, per mezzo della Chiesa.
L’amore è anche alla base della Trinità, l’unione indissolubile di Dio Padre, del Figlio Gesù e dello Spirito Santo. Il gesto del segno di croce, che facciamo talvolta in maniera sbrigativa, racchiude in sé questo immenso significato, che costituisce l’essenza del nostro essere cristiani. Questo gesto d’amore dovrebbe ricordarci, quindi, come anche noi uomini dovremmo essere uniti e in armonia: è questo il modello che ci indica la Trinità. Siamo, infatti, stati battezzati “nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”, nel nome della Trinità, ed è guardando ad essa che dobbiamo improntare il nostro stile di vita. Per formare una Chiesa che rispecchi l’amore trinitario, siamo dunque chiamati a lasciare da parte divisioni ed egoismi, ad abbattere i pregiudizi che ci separano, allontanandoci sempre più fra noi. All’individualismo si contrappone l’immagine di una comunità, coesa e in sintonia, “un cuor solo e un’anima sola”. Ciò non vuol dire annullare la propria individualità, che è una caratteristica unica di ognuno di noi, quanto piuttosto metterla a servizio degli altri, formando così, con il contributo di tutti, una ricchezza meravigliosa.
La solennità della Santissima Trinità può essere, quindi, l’occasione per riscoprire quel senso di comunione, segno distintivo del cristiano, che porta all’amore verso il fratello, senza discriminazioni di alcun genere.

AVVISI
Domenica 31 – alle 17 nella Chiesa di Pieve a Elici Concerto per la fine dei lavori di restauro.
Pellegrinaggio a Lucca al santuario di nostra Signora in san Leonardo in borghi dove verrà celebrata la messa alle ore 17.30 animata dalla corale di Bozzano. Partenza ore 15.15 dalla piazza di padre Damiano con mezzi propri, giro delle mura a piedi per poi arrivare al santuario.
Martedì 2 giugno – agli Sterpeti alle 17,30 s. Messa della Cresima. Presiede la celebrazione mons. Filippini vescovo emerito di Pescia.
Mercoledì 3 – alle 21 in canonica Massarosa incontro sulla Parola di Dio della domenica.
Giovedì 4 – alle 21 nelle sale parrocchiali di Quiesa incontro sulla parola di Dio della domenica.
Venerdì 5 – a Massarosa alle 21 ‘la lunga notte delle chiese’ vedi programma nella locandina.
Domenica 7 – a Massaciuccoli alle ore 16 celebrazione del Battesimo a 3 bambini.

CORPUS DOMINI
Sabato 6 – a Massarosa alle 18 messa e a seguire un momento di adorazione.
a Quiesa alle 18 messa e processione; chi desidera portare fiori per la preparazione dei tappeti può farlo sabato 6 giugno entro le ore 12 in chiesa a Quiesa
Domenica 7 giugno
A Massarosa non c’è la messa delle ore 8 ma solo alle 10 e a seguire processione.
A Bozzano alle 10 messa e a seguire processione.
A Quiesa non c’è la messa delle 18
A Massaciuccoli alle 18 messa e processione.
A Piano del Quercione alle 9,30 Messa e benedizione.
A Pieve a Elici alle 11,30 messa e processione o benedizione.
A Gualdo non c’è la Messa. Il Corpus Domini sarà celebrato il 14 giugno alle 9 la Messa e a seguire la processione per le vie del paese.

2026 31 maggio – clicca sopra per leggere il foglietto della domenica nel formato pdf

 

 

 

 

 

 

 

One Reply to “E’ Domenica (31-05-2026)- SS.ma Trinità”

  1. Mary Coppolecchia

    Dopo aver ripercorso nel tempo pasquale gli ultimi giorni di Gesù sulla terra, la resurrezione , la sua ascensione al cielo ed infine il dono del Paraclito, oggi si celebra la solennità della SS.Trinità, un punto fermo della dottrina della Chiesa. Il dogma della SS.Trinità è il mistero centrale della fede cristiana: in un solo Dio vi sono tre persone uguali perché della stessa sostanza ma distinte nelle tre individualità . Il Padre creatore, il Figlio che è generato dal Padre e lo Spirito Santo che procede dal Padre e dal Figlio, in una relazione d’amore continua di reciprocità.
    Anche se nelle Scritture non appare mai il termine Trinità, il concetto è radicato in numerosi passi del Nuovo Testamento, come nel mandato di Gesù di battezzare tutte le nazioni “nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”, che abbiamo proclamato dal Vangelo di Matteo alcune domeniche fa e nella stesso saluto trinitario della seconda lettera ai Corinzi che proclamiamo oggi.

    La prima lettura dal libro dell’Esodo ci narra come Dio si manifesta a Mosé e al popolo che lo ha tradito, mostrandosi in tutta la sua magnanimità e perseveranza nel volere la salvezza di Israele , perché desidera veramente stipulare un’alleanza con gli uomini che si sono mostrati di “dura cervice”, ma per capire questo passaggio bisogna leggere alcuni versetti precedenti.
    Mosé aveva già ricevuto la Legge sul Sinai ma poiché mancava da molti giorni e non lo vedevano tornare , alcuni capi si erano recati da Aronne , fratello di Mosé, e brontolavano, volevano anche loro vedere il Dio che li aveva liberati dall’Egitto.Così su consiglio di Aronne, con l’oro degli anelli e degli orecchini delle loro donne, si erano costruiti un vitello d’oro e lo adoravano.
    Quando Mosé scende con le tavole della Legge in mano e si rende conto che il popolo si è prostituito ad altri idoli, getta contro di loro le pietre che si frantumano in polvere finissima, la sparge nell’acqua e la fa bere. Ma Dio mostra qui la sua pazienza e la sua persistenza, comanda a Mosé di tornare sul monte santo con nuove tavole.
    Arriviamo quindi al brano di oggi .Mosè taglia due tavole di pietra come le prime, si alza e si reca sul monte Sinai ,sa che non può vedere Dio e rimanere vivo, quindi si prostra a terra. Dio entra nella nube e comincia a parlare con lui con dolcezza e intimità, mostrandosi non vendicativo, non pieno di rancore verso il popolo ma come un Signore di misericordia, di pietà , ricco di amore e di fedeltà. Mosé può attestare che Dio perdona le colpe ma rende anche giustizia.Infatti molti di quelli che lo hanno abbandonato per il vitello d’oro periranno ….Il Signore rivela il suo nome, come aveva fatto nel roveto ardente, poi passa oltre Mosé , che si ripara in un anfratto e lo vede solo di spalle.

    Il Dio del vecchio testamento si è rivelato a metà, bisogna aspettare la pienezza dei tempi, la nascita di Gesù , per conoscerlo veramente poiché Gesù è venuto a dare testimonianza al Padre suo, annunciando la salvezza che non è solo di Israele ma di tutti .Nel Vangelo infatti Gesù si rivolge a Nicodemo, un personaggio citato solo da Giovanni, un capo dei farisei, probabilmente un membro del sinedrio, e gli parla del grande progetto di Dio… nella Incarnazione e nella Passione Egli ha dato il suo Figlio Unigenito per donare la vita eterna a chiunque crede in Lui…il Dio di Mosé che con pazienza lo ha fatto tornare sul monte si rivela un Dio che non viene a condannare , a dividere gli uomini tra quelli che si salvano e quelli che si perdono.La missione di Gesù è una missione solo di salvezza: questo è l’unico scopo che il Padre si propone inviando il Figlio…però insieme alla salvezza troviamo anche il giudizio di Dio che vale già fin da ora : chi crede si salva, chi non crede è già condannato…Gesù dirà più avanti” chi crede in me non crede in me ma in Colui che mi ha mandato e colui che vede me, vede Colui che mi ha mandato” . Ecco anche qua l’intima unione tra le due persone della Trinità, distinte ma della sostanza.
    Però la condanna per chi non crede non è definitiva…il messaggio che Gesù ci vuol dare anche in questa lettura è soprattutto la volontà di salvezza, Lui vuole portare alla fede anche chi non crede “ non sono venuto infatti per condannare il mondo ma per salvare il mondo”.

    Nella seconda lettera di San Paolo ai Corinzi proclamiamo oggi la parte finale, gli ultimi versetti che sono una esortazione ad abbattere le divisioni che si erano create nella comunità di Corinto soprattutto a discapito di Paolo e dei cristiani convertiti.
    Ci si aspetta da quella comunità che tutti vivano in pace con Dio e tra di loro, che siano specchio di un amore fraterno, ravvivato dalla gioia e dalla letizia. Paolo si congeda augurando un bacio santo. -una forma di saluto delle prime assemblee – e chiama santi i cristiani che sono con lui .L’ultimo saluto riecheggia spesso all’inizio della Santa messa , come formula introduttiva che si riferisce proprio alla Trinità .

    Che grande mistero celebriamo oggi, unico tra tutte le religioni!
    Lo Spirito Santo nei primi secoli dopo la morte di Gesù ha illuminato vescovi e padri conciliari per definire sempre più chiaramente la teologia della Trinità ; oggi per noi cristiani il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono fonte di grazia e di benedizione perché ci fanno pregustare la salvezza eterna, ci donano la speranza che non delude ma soprattutto ci accompagnano passo dopo passo tra le avversità e le gioie di questa vita.

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