E’ Domenica (29-03-2026) – Domenica delle Palme – anno a

COMMENTO AL VANGELO – DOMENICA DELLE PALME

La Domenica delle Palme segna il termine del tempo di Quaresima e dà inizio alla Settimana Santa. In questa particolare domenica la liturgia ci ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme e, successivamente, la sua passione e morte.
Gesù entra nella città di Gerusalemme in maniera umile e mite, a dorso di un’asina, spiazzando coloro che volevano che il Messia fosse un uomo potente e un liberatore dal dominio romano in Palestina. Quello di Gesù, infatti, non è un potere inteso in senso umano, bensì la potenza divina che libera l’uomo dal peccato e dona la salvezza. La folla accoglie Gesù festosamente, agitando rami di palma e di ulivo e stendendo mantelli sulla strada al passaggio del Signore. È una scena che stride con quella della folla che, nel racconto della Passione, chiede la crocifissione di Gesù. La folla si può, quindi, considerare come un unico personaggio, che rappresenta ciascuno di noi. L’opinione dei molti, spesso, ci influenza anche nella nostra vita cristiana, allo stesso modo in cui Pietro, per timore della folla, rinnega di essere discepolo di Gesù. Ognuno deve però saper discernere, alla luce della Parola, quali siano le scelte conformi a Cristo, benché talvolta possano essere impopolari e controcorrente.
Nonostante tutto, l’amore di Dio per l’uomo è stato talmente grande da mandare suo Figlio fra gli uomini con il compito di salvarli. E il Figlio è “obbediente fino alla morte e una morte di croce”, come ci dice san Paolo nella lettera ai Filippesi. La via della croce percorsa da Gesù è dolorosa, ma è mossa dall’amore: l’amore di Dio che ci salva e l’amore di Cristo che compie la volontà del Padre fino all’ultimo.

AVVISI
Lunedì 6 aprile ore 11 S: Messa alla Croce di San Jacopo Massarosa. Chi vuole è invitato a portarsi il pranzo al sacco per festeggiare insieme con un semplice ‘merendino’.
Lunedì 6, Martedì 7, Mercoledì 8, dopo Pasqua ‘40 ore’ a Massarosa. Alle ore 18 s. Messa e poi adorazione eucaristica fino alle 20.
Martedì 7 – a Bozzano alle 21 s. Messa in suffragio di don Felice Sorbi.
* Riscossione delle quote della Confraternita del Carmine e San Rocco. Sabato 4 aprile dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18.Domenica di Pasqua dalle 9 alle 12. A tutti verrà consegnata la pasimata.

Lunedì santo ore 18,30 a Bozzano Confessione dopoCresima e serata insieme

Confessioni di Pasqua
lunedì santo ore 16,00 – 20,00 Massarosa
martedì santo ore 09,30 – Bozzano
martedì santo ore 16,00 – P. del Quercione
martedì santo 16,00 – Bozzano
martedì santo ore 17,00 – Pieve a Elici
mercoledì santo ore 09,30 – Quiesa
mercoledì santo ore 10,30 – Massaciuccoli
mercoledì santo ore 10,30- Gualdo
sabato santo ore 09,00 – 12,00 Massarosa
sabato santo ore 09,00 – 12,00 Bozzano
sabato santo ore 09,00 – 12,00 Quiesa

Coloro che desiderano portare i fiori per l’altare della reposizione del SS.mo Sacramento (‘il sepolcro’) , sono pregati farlo entro mercoledì pomeriggio.

BUONA PASQUA

2026 29 marzo – clicca sopra per vedere tutte le messe della Settimana Santa

One Reply to “E’ Domenica (29-03-2026) – Domenica delle Palme – anno a”

  1. Mary Coppolecchia

    Domenica delle palme anno A

    Con la domenica in cui si ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme ci apprestiamo a rivivere con Lui l’ ultima settimana di vita :ogni giorno ha continuato ad impartire insegnamenti nel Tempio, a compiere miracoli , a istruire i suoi discepoli .

    Le letture ci preannunciano gli eventi che saranno poi proclamati nel Vangelo di Matteo.

    Il profeta Isaia ci presenta il Servo che ha ricevuto da Dio un incarico, quello di liberare Israele e ricondurla nella sua patria per essere luce delle nazioni.
    Nel terzo canto proclamato oggi ci troviamo di fronte al disprezzo del male, tanto che il Servo ha deciso di agire a nome del Signore che l’ha mandato.Per poter parlare deve prima ascoltare e non potrebbe farlo se Dio non gli aprisse gli orecchi. Il Servo accetta gli oltraggi e l’umiliazione e non si tira indietro perché sa che il Signore Dio lo assiste.
    È facile leggere nella profezia di Isaia la figura di Gesù che viene deriso, flagellato e accetta le umiliazioni e la sofferenza senza opporsi.

    La madre chiesa oggi ci fa pregare con le parole del salmo 22, lo stesso che Gesù sulla croce ha rivolto al Padre suo, nel momento della sofferenza suprema come uomo e come Dio .Anche appeso al legno Gesù non ha smesso di pregare con le parole che Israele aveva raccolto nei libri sapienziali e rivolgeva a Dio.

    La lettera ai Filippesi è una dossologia, un inno ispirato dallo Spirito Santo, in cui San Paolo è testimone della Kenosis , cioè lo svuotamento che Gesù ha accettato su di sé incarnandosi , pur essendo generato da Dio.
    Non lo ha considerato un privilegio ma ha messo a servizio degli altri quello che ha ricevuto dal Padre, l’annuncio della salvezza , la compassione e il rispetto verso i poveri, gli ultimi, i malati …infine l’accettazione volontaria della morte per la remissione dei peccati di tutti .

    La lettura della passione e morte di Gesù ci viene raccontata da tutti e quattro gli evangelisti . Egli è il Servo promesso e tanto atteso per la Salvezza e i quattro scrittori hanno elaborato racconti complementari, con stili diversi e con una teologia distinta e adatta alla comprensione dei vari ascoltatori a cui si rivolgevano.
    Quest’anno leggiamo il Vangelo di Matteo che si concentra su Gesù, il Messia ebreo profetizzato dall’Antico testamento.
    In particolare siamo introdotti nelle vicende che accadono a Gesù dal giovedì mattina fino al venerdì pomeriggio .Matteo inizia il racconto con Giuda Iscariota che vende Gesù ai sommi sacerdoti per trenta denari.I sacerdoti complottano di uccidere Gesù .In un giorno e mezzo viene celebrata la Pasqua secondo il rito ebraico, nella cena Gesù istituisce l’eucarestia, dopo cena si ritira nel Getsèmani ,a notte fonda viene catturato, processato all’alba , condannato a morte e crocifisso.

    Quando Gesù è andato da Lazzaro ed è tornato a Gerusalemme era consapevole che quella Pasqua sarebbe stata l’ultima . Matteo è l’unico che fa dire a Gesù “Andate in città ,troverete un tale e ditegli “ il Maestro dice : il mio tempo è vicino”.
    E andando a celebrare la Pasqua con i suoi discepoli dice che quella è l’ultima cena che mangerà con loro fino a quando non si terrà il banchetto messianico finale . Dunque è l’ultimo pasto che mangia con i suoi, è l’ultimo pasto che mangia da vivo, con il suo corpo e infine è l’ultima Pasqua del vecchio patto, perché Gesù sa che è giunto il suo momento, sarà lui l’Agnello sacrificale che sancisce la nuova alleanza tra Dio e gli uomini.

    Dopo la cena , a notte inoltrata Gesù si avvia verso il monte degli Ulivi ed entra in un podere , probabilmente recintato, che si chiama Getsèmani, dove spesso si fermava con i dodici a pregare.
    Prende con sé Pietro e i figli di Zebedeo, cioè Giacomo e Giovanni, coloro che hanno visto la sua Trasfigurazione.È oppresso dal dolore e carico di angoscia in vista degli eventi che lo aspettano.Condivide la sua pena con gli amici”l’anima mia è oppressa ..rimanete qui e vegliate con me “ La divinità di Gesù non eclissa i limiti della sua umanità.Anche Lui avverte il bisogno di sostegno e di conforto in quelle ultime ore come noi nei momenti della prova , quando siamo schiacciati da dolore o dalle preoccupazioni .
    Ma i suoi amici si addormentano e per tre volte quando torna da loro li trova assopiti.
    È impressionante come l’arresto si svolga subito dopo la sua preghiera al Padre, viene consegnato dalla folla al sommo sacerdote Caifa che era nel suo palazzo vicino al Getsemani riunito con altri scribi e sacerdoti, e qui avviene il primo processo ebraico.Non è il sinedrio al completo anche perché era notte fonda ma basta una rappresentanza legale di 23 membri che vogliono trovare un capo di imputazione e…nella fretta cercano anche testimoni fasulli che sono contraddittori e non valgono nulla..A tutte le domande Gesù non risponde perché sa che ormai il sinedrio lo ha già condannato.Solo quando gli viene chiesto se è vero che ha detto di essere il figlio di Dio risponde “ Tu lo hai detto” e prosegue affermando che “vedranno il Figlio di Dio con potenza venire dalle nubi del cielo” ,citando il libro di Daniele .
    Ecco la bestemmia, ecco come si è condannato da solo sia teologicamente, non riconoscendo il valore dei sommi sacerdoti e proclamandosi il Messia, sia politicamente perché ha parlato di un Regno che lui verrà a portare e per i romani non vi era che l’imperatore legittimato a comandare il regno .
    Ecco che Gesù viene considerato “ reo di morte” e quindi viene consegnato a Pilato, il governatore romano che aveva competenza in caso di condanna a morte.Siamo alle prime ore del mattino
    Pilato per tre volte dice al popolo che non trova in lui capi di accusa e motivi per condannarlo ma la folla in tumulto chiede a gran voce di liberare Barabba e crocifiggere Gesù.Così Gesù viene preso dalle guardie, deriso, frustato e flagellato, incoronato come un re con spine che coprivano tutto il capo, vestito di porpora con uno scettro fatto di legno…
    Gesù sopporta tutto questo e sa che il peggio deve ancora venire.Siamo ormai a metà mattina quando si avvia sul Calvario con la croce in spalla e il popolo che guarda lo spettacolo.
    Possiamo indovinare la sofferenza fisica di Gesù per il dolore inflitto nella carne e la sofferenza psicologia e affettiva verso sua madre che lo seguiva con le donne, verso i suoi amici che lo hanno abbandonato subito, appena catturato dalle guardie, verso Pietro che lo ha rinnegato …
    In questa settimana , ripercorriamo con Gesù questi tristi momenti . Le sue sofferenze lo rendono vicino anche alle nostre ….può capirci perché anche Lui ci è passato…soprattutto accogliamo nel nostro cuore questo atto d’ Amore gratuito, infinito donato a noi per la redenzione , per la salvezza e pagato a prezzo della vita.

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