E’ Domenica (26-04-2026)- 4a domenica di Pasqua – anno a

COMMENTO AL VANGELO – IV DOMENICA DI PASQUA

Il brano del Vangelo di oggi, IV Domenica del tempo di Pasqua, ci presenta Gesù come buon Pastore e come porta da attraversare per raggiungere la salvezza.
Il Pastore è colui che si prende cura delle sue pecore ed è colui a cui esse si affidano con fede. Non si tratta di un’obbedienza passiva, ma è frutto di un discernimento operato con l’aiuto dello Spirito Santo_ le pecore seguono il pastore perché sanno che lui fa il loro bene. Continuando la similitudine delle pecore, Gesù infatti afferma che esse sono in grado di distinguere il pastore da un estraneo. Il Pastore ha premura per le sue pecore e le chiama ciascuna per nome. Allo stesso modo, Gesù conosce ognuno di noi nella nostra individualità e sa come ciascuno può mettere i propri carismi a servizio degli altri.
L’immagine della porta, in seguito, ci è presentata molto chiaramente. “Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato”: sono queste le parole di Gesù. Attraversare quella porta, però, richiede un impegno convinto, poiché si tratta di intraprendere un cammino sincero alla sequela di Cristo. Questo cammino comprende tutti gli aspetti della nostra vita: da una partecipazione vissuta e consapevole della Messa, all’ascolto e alla meditazione della Parola, passando per tutte quelle situazioni quotidiane in cui si può esplicare la nostra fede. Ogni giorno, infatti, possiamo scegliere se varcare o meno la soglia della porta che Gesù ci apre, che ci conduce alla gioia e alla vita. Attraversiamo, dunque, questa porta con la convinzione di quelle pecore del racconto di Gesù che sanno riconoscere il vero Pastore, certi che ci condurrà alla salvezza.

AVVISI
Lunedì 27 – a Massarosa alle 21 centro ‘ti ascolto’.
Martedì 28 – alle 21 in canonica a Massarosa, incontro sulla Parola di Dio della domenica.
Giovedì 30 – alle 21 a Quiesa nelle sale parrocchiali, incontro sulla Parola di Dio della domenica.
Venerdì 1 maggio – a Gualdo alle 21 incontro sulla Parola di Dio della domenica.
Sabato 2 – a Bozzano la s. Messa è alle 17.
Domenica 3 – a Bozzano Festa della Madonna del Rosario. Alle 20,30 s. Messa e Processione (vedi locandina). In questo giorno non c’è a Bozzano la messa delle ore 11.

Nel mese di maggio i frati della Comunità ‘Padre Damiano di Bicchio’ saranno nella nostra Comunità Parrocchiale per celebrare con noi il mese di Maria in ricordo di Padre Damiano:
Domenica 3 maggio ore 20,30 a Bozzano
Domenica 10 maggio ore 11 Massarosa
Sabato 16 maggio ore 18,00 a Quiesa.

Rosario Mese di maggio
A Massarosa tutti i giorni escluso festivi in cappellina alle 17,30.
A Quiesa tutti i giorni escluso i festivi in chiesa alle 17,30.

2026 26 aprile – clicca sopra per leggere il foglietto della domenica in formato pdf

One Reply to “E’ Domenica (26-04-2026)- 4a domenica di Pasqua – anno a”

  1. Mary Coppolecchia

    IV Domenica di Pasqua.anno A

    Ancora e sempre in questo tempo pasquale la chiesa ci propone la lettura continuata degli Atti degli apostoli e della prima lettera di Pietro.Dopo la sua Pasqua Gesù si presenta nel Vangelo di Giovanni come colui che è la porta per entrare nel Regno, attraverso di Lui è possibile ogni remissione dei peccati e ogni salvezza .

    Nella prima lettura Pietro nel giorno di Pentecoste continua la sua predicazione per raggiungere il cuore dei giudei , animato dal desiderio di trasmettere con la sua testimonianza la notizia della morte e resurrezione di Gesù e portare i pagani alla conversione attraverso il battesimo e il dono dello Spirito Santo.
    Queste prime settimane che seguono la Pasqua , mentre ancora Gesù si fa incontrare e vedere dai suoi discepoli, ci raccontano come siano rianimati gli animi e come sia impellente e forte per gli apostoli il bisogno di annunciare con gioia la buona novella, il regno di Dio, la meraviglia del Salvatore che non è morto ma è risorto e porta a compimento quello che aveva detto.E lo Spirito Santo compie l’opera sua, poiché molti giudei si convertono e si fanno battezzare.

    La seconda lettura tratta dalla prima lettera di Pietro non è un incoraggiamento alla sofferenza, come per molto tempo la Chiesa purtroppo ha lasciato sottintendere …ascoltiamo attentamente cosa ci vuol dire Pietro.”Se facendo il bene” cioè se come cristiani ci preoccupiamo di testimoniare Gesù e veniamo presi in giro o ancor peggio ignorati non dobbiamo rattristarci per questo. Noi siamo “servi inutili” e il Signore compirà l’opera sua. A questo siamo stati chiamati.
    A riprova che la sofferenza e la delusione possono rallentare le nostre buone intenzioni è proprio l’amore gratuito che Gesù ci ha insegnato con il suo esempio.Lui , figlio di Dio, nato senza peccato, nei giorni della sua passione ha accettato tutto senza opporre resistenza, si è prestato all’umiliazione , alla derisione, alla flagellazione ..” dalle sue piaghe siete stati salvati”.
    Molte sante e santi anche dei nostri tempi in uno slancio di misticismo puro ,hanno dedicato le loro sofferenze spirituali e corporali ad alleviare le piaghe di Gesù crocifisso, ma questa è un’altra pagina del popolo di Dio.
    Noi oggi sappiamo che da “ gregge” errante, disperso, contaminato da false illusioni e tentazioni , siamo stati “ricondotti al pastore”, cioè abbiamo in Gesù la guida che ci porta al Padre.

    Il Vangelo di Giovanni è detto del Buon Pastore.
    Il racconto dell’evangelista trova riscontro nei vangeli sinottici quando Matteo e Marco alludono alla folla che era “come pecore senza pastore” o “le pecore disperse della casa d’Israele”. Luca e Matteo poi raccontano la parabola della pecora perduta …e i testi del vecchio Testamento di Ezechiele e Zaccaria riprendono con molta insistenza la descrizione dell gregge, la cernita tra montoni e pecore e la maledizione verso i pastori che non sanno custodirlo.
    Questi testi sono lo sfondo storico – teologico di Giovanni perché insistono su un Pastore che Dio susciterà per pascere il suo gregge e Davide sarà il suo servo.

    Gesù nel Vangelo di oggi parla ai suoi discepoli e racconta una parabola .
    Si riferisce alle attività della loro vita, la pesca, l’agricoltura, la pastorizia.
    Qui descrive una scena rurale e comune: un recinto di pecore vicino alla casa, uno che si arrampica per entrare ma non passa dalla porta ..quindi non può essere il pastore ma è un ladro.
    Infatti di solito il guardiano apre la porta al pastore il quale entra e chiama per nome le sue pecore… “naso bianco”…. “ orecchie lunghe”.. le pecore conoscono la sua voce e gli vanno dietro.
    I pastori avevano anche la consuetudine di sdraiarsi sulla soglia, una volta aperta la porta dell’ovile, e le pecore uscivano e rientravano passando sopra di lui.
    I discepoli non capiscono la connessione , cosa voglia dire , allora Gesù chiarisce con una similitudine e dice: “ Io sono la porta delle pecore… se uno entra ed esce attraverso di me sarà salvato”.
    E la differenza tra Lui e gli altri predicatori che sono paragonati al ladro, sta proprio nella finalità della condotta. Gesù non si riferisce certo ai Patriarchi, ai profeti che hanno parlato prima di lui ..sta parlando di coloro che si sono messi alla guida del popolo, i farisei, i dottori della legge ..che come un ladro sono venuti a “rubare…sgozzare…distruggere” …queste azioni sono opposte a quello di Gesù che è venuto non per rubare ma per donare, non per distruggere ma per salvare. Gesù è il salvatore unico, il Pastore che tramite i profeti Dio aveva promesso di suscitare , come già il salmista aveva proclamato “ questa è la porta della salvezza: i giusti entreranno attraverso di essa”.
    Quale consolazione allora nel pregare oggi con il salmo 22 … Il Signore non ci farà mancare nulla di quello che desideriamo, ci guiderà attraverso le vicissitudini della vita , sarà al nostro fianco nel dolore e nella gioia, ma ci precederà sempre per non farci cadere. Ci proteggerà dai nemici e dal male e ci farà dono di una gioia senza fine .

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