COMMENTO AL VANGELO PENTECOSTE
Con la solennità della Pentecoste, sono portate a compimento tutte le promesse fatte da Gesù ai discepoli, che abbiamo ascoltato nei brani della Parola delle scorse domeniche. I discepoli, dopo la morte e la sepoltura di Gesù, narrate subito prima del brano odierno, si trovano nel cenacolo e sono intimoriti e angosciati per la mancanza di Gesù. Ma ecco che avviene il compimento della promessa: Gesù si manifesta e la tristezza dei discepoli si muta immediatamente in gioia incontenibile. Il saluto che Gesù rivolge loro – “pace a voi” – preannuncia qualcosa di grande: la pace portata da Gesù è Dio che opera in noi e plasma la nostra vita. Al saluto, ripetuto due volte, segue infatti l’affidamento della missione dell’annuncio. I discepoli vengono inviati da Gesù a proclamare la buona notizia in tutta la Terra, allo stesso modo in cui il Padre ha mandato Gesù fra gli uomini. Per svolgere questa importante missione di testimonianza, Gesù fa dono ai discepoli dello Spirito Santo. Ecco, dunque, che trovano compimento le promesse ascoltate nella liturgia delle settimane passate: “non vi lascerò orfani”, “io sono con voi tutti i giorni”, il Padre “vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre”. Lo Spirito, quindi, discende sugli Apostoli e trova in essi un cuore aperto e disposto ad accoglierlo, cosicché Dio possa prendere dimora in ognuno di loro ed ispirare le loro azioni. Sarà lo Spirito a sostenere gli Apostoli nella loro missione, dando loro il coraggio e la forza necessari per l’annuncio. Sarà lo Spirito a guidarli con giustizia per formare la Chiesa, tramite cui viene portata la salvezza a tutti gli uomini.
AVVISI
Martedì 26– alle 21 a Massarosa in canonica incontro sulla Parola di Dio della domenica.
Alle 21 a Bozzano Proloco
Mercoledì 27 – alle 20,30 a Massarosa in chiesa, prove Cresima.
Alle 20,30 a Carletto rosario e s. Messa.
Giovedì 28 – Alle 21 a Quiesa nei locali Parrocchiali incontro sulla Parola di Dio di domenica.
Alle 21 al Don Bosco riunione Catechisti di tutta la Comunità.
Ore 21 a Massarosa incontro preparazione Battesimo.
Venerdì 29 – al Don Bosco riunione del gruppo Fidanzati.
Alla cappellina della Polla del Morto alto alle 20,30 rosario per la fine del mese di maggio e a seguire s. Messa.
Sabato 30 – alle 18,00 ritrovo in piazza Padre Damiano e poi processione e Messa in chiesa nell’anniversario della morte di Padre Damiano.
Domenica 31 – alle 17 nella Chiesa di Pieve a Elici concerto per la fine dei lavori di restauro.
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Rosario Mese di maggio
A Massarosa tutti i giorni escluso festivi in cappellina alle 17,30.
Alla chiesina degli Sterpeti tutte le sere alle 21.
Nella famiglia di Carlo e Annamaria davanti alla chiesa di san Rocco tutte le sere alle 20.30.
A Quiesa tutti i giorni escluso i festivi in chiesa alle 17,30.
A Gualdo in chiesa martedì 19 alle 21.
2026 24 maggio – clicca sopra per leggere il foglietto della domenica in formato pdf
Domenica di Pentecoste anno A
Con la domenica di Pentecoste si conclude il tempo pasquale e dalla prossima settimana ritorniamo al tempo ordinario che la Chiesa ci fa proclamare fino al prossimo Avvento.
È l’ultimo atto che Gesù compie dopo che è stato glorificato e asceso al cielo. Il Padre ci invia lo Spirito Santo che sarà Testimone di quello che Gesù ha fatto, sarà Colui che ci illumina con i suoi doni , ci consola e ci aiuta a comprendere le Scritture per una maggiore conoscenza di Lui.
Nella prima lettura dagli Atti degli apostoli Luca descrive in modo puntuale e dettagliato quello che avviene.
Inizialmente la Pentecoste era anche denominata “festa delle Settimane”” o “della mietitura” o delle “ primizie” …si celebrava 50 giorni dopo la Pasqua , e il nome greco Pentecoste si riferisce a questo.( “penta “ in greco significa 5, un esempio: pentagono = 5 angoli.. pentastellato = stella a 5 punte).
Anticamente era una festa di ringraziamento per il raccolto, poi nel giudaismo divenne la celebrazione dell’alleanza e del dono della Legge.
Dunque la sera di Pentecoste mentre gli apostoli con Maria erano riuniti nel cenacolo si sente un fragore , un vento impetuoso, un fuoco…questi segni richiamano una teofania – cioè una manifestazione di Dio- e ci ricordano il Sinai, quello che vide Mosé al cospetto di Dio, il roveto ardente, le tavole della Legge e quello che il popolo in basso sentiva : tuoni, vento, fragore.
La discesa dello Spirito Santo come lingue di fuoco si rivela dunque il dono di Dio che Gesù aveva promesso quando era in vita e poi dopo la resurrezione , quando è apparso ai discepoli.
Fin dall’inizio lo Spirito Santo si manifesta con una potenza straordinaria perché gli apostoli sono trasformati : da paurosi – tanto da rimanere sempre chiusi in casa per timore dei romani e dei giudei – escono, sentono l’impellenza di predicare , di raccontare e lo fanno con il dono delle lingue, il primo miracolo che lo Spirito compie.. I dodici si esprimono in modo che tutti li capiscono.Lo stuolo di mercanti, visitatori, religiosi che si trovavano di passaggio a Gerusalemme per la Pentecoste e venivano dai paesi confinanti sentivano parlare e capivano ! Luca facendo questo elenco vuol dire che persone di tutto il mondo allora conosciuto assistono all’evento. Davvero si realizza quello che preghiamo nel Salmo: lo Spirito del Signore rinnova la faccia della terra.
La seconda lettura dalla Lettera ai Corinzi è veramente un incoraggiamento ad abbattere ogni divisione tra noi per esaltare e valorizzare i doni dello Spirito che ciascuno custodisce nella propria vita.
La parola di Paolo è rivolta a tutti quelli che , per opera dello Spirito riconoscono in Gesù il Signore, il Figlio di Dio poiché- lui dice- è lo Spirito che ci apre gli occhi della fede e ci fa vedere i prodigi di Dio…e Gesù è il suo prodigio, il Figlio Amato nel quale si è compiaciuto.
Lo stesso Spirito manifesta i suoi doni in modo diverso ma tutti per il bene comune. Paolo ne fa un elenco: il linguaggio di sapienza e di conoscenza riguarda una particolare attitudine e capacità di penetrazione e comunicazione dell’esperienza cristiana; il dono delle guarigioni è dato a coloro che sanno portare conforto e sollievo dalle malattie non solo fisiche ma anche spirituali e quello dei miracoli è dato a coloro che sono in odore di santità, come i santi che la Chiesa ha canonizzato; Il dono della profezia non è predire il futuro ma è relativo all’ esortazione, all’edificazione , alla capacità di leggere i segni del tempo alla luce della Scrittura …
L’insegnamento di Paolo sulla Chiesa come corpo di Cristo è uno dei pilastri della sua ecclesiologia. Paolo parte dall’esperienza del battesimo per dire che i cristiani sono membra di un unico corpo e ricevono i doni dall’unico Spirito. Perciò tutti i carismi, anche i più umili, sono essenziali alla vitalità del corpo di Cristo.
Questi primi versetti del capitolo 20 del Vangelo di Giovanni li abbiamo ascoltati nella seconda domenica di Pasqua. È sera, gli apostoli impauriti per la morte del Maestro sono riuniti in casa quando Gesù entra a porte chiuse e li saluta donando la Pace .
Poi consegna loro il mandato apostolico e subito dopo soffia su di loro lo Spirito Santo.
Dagli studiosi questa è detta la “ Pentecoste giovannea” che si differenzia dalla Pentecoste che abbiamo letto negli Atti degli apostoli.
Per Giovanni lo Spirito doveva scendere solo sui presenti per sostenerli nella missione che aveva annunciato poco prima “ come il Padre ha mandato me anche io mando voi”… mentre la Pentecoste com’è descritta negli Atti è la discesa dello Spirito su tutto il popolo di Dio che viene trasformato in comunità salvata, tutti si capiscono a differenza della incomunicabilità nella torre di Babele, tutti sono sollecitati dai doni dello Spirito a proclamare nei secoli la buona novella .
In questa notte di Veglia anche noi preghiamo insieme a Maria perché lo Spirito Santo che abbiamo ricevuto nel battesimo e che assicura la sua presenza nell’ eucarestia interceda per noi in aiuto della nostra debolezza.