E’ Domenica (22-06-2025) – Solennità del Corpus Domini – anno c

COMMENTO AL VANGELO – SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO

In questa domenica festeggiamo la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo ed il brano del Vangelo secondo Luca ci offre l’episodio della moltiplicazione dei pani e dei pesci. È, quindi, centrale, nel giorno del Corpus Domini, il tema del pane. Questa solennità, infatti, ci ricorda come Gesù Cristo ci abbia donato il suo corpo e il suo sangue, affinché noi possiamo riceverlo con l’Eucaristia. Il pane che riceviamo non è un comune alimento, perché, se lo accogliamo con fede, trasforma il nostro modo di pensare e di agire, in accordo con il Vangelo. Non siamo, quindi, noi a trasformare questo alimento, ma avviene il contrario: è Lui che trasforma noi.
L’episodio della moltiplicazione dei pani e dei pesci mette anche in evidenza, anticipando in questo l’Ultima cena, il gesto dello spezzare del pane. Esso è un chiaro gesto di condivisione e di generosità, di chi si mette a disposizione del prossimo, senza risparmiarsi in alcun modo. La frazione del pane, che ricordiamo durante la celebrazione della Messa nel momento della consacrazione, è simbolo anche del servizio gratuito sull’esempio di Gesù. Egli, infatti, come appare chiaro durante l’Ultima cena, quando lava i piedi ai suoi Apostoli, non esita a farsi umile e a mettersi a disposizione di tutti.
Tramite i discepoli, tutte le cinquemila persone presenti vengono sfamate. La grazia di Dio è talmente sovrabbondante che vengono anche raccolte dodici ceste di avanzi. Il pane distribuito alle folle è simbolo di vita, così come lo è l’Eucaristia che riceviamo durante la Messa, Corpo e Sangue di Cristo a noi donati per la nostra salvezza, da ricevere con consapevolezza e con la stessa “fame di Gesù” che avevano le folle che lo seguivano.

AVVISI
Lunedì 23 – ore 21 in canonica a Massarosa preparazione Battesimi.
A Bozzano alle 21 Comitato Padre Damiano.
Martedì 24 – alle 21 in canonica a Massarosa, incontro sulla Parola di Dio della domenica.
A Pieve a Elici alle 21 preghiera per la Pace.
Mercoledì 25 – alle 21 al Don Bosco Consiglio Pastorale della Comunità allargato.
Giovedì 26 – alle 21 a Quiesa nelle sale parrocchiali incontro sulla Parola di Dio della domenica.
A Bozzano gruppo di 3a media per la gita (campo estivo di Napoli).
Venerdì 27 – alle 21 a Gualdo incontro sulla parola di Dio.
Agli Sterpeti alle 21 festa dei ragazzi e famiglie del Grest.
Sabato 28 – a Massarosa alla messa delle 18 festa del gruppo Donatori di sangue e poi cena agli Sterpeti.
A Quiesa presso il mercatino solidale dalle 16 alle 19, consegna del buccellato. Si prega di prenotarlo per tempo.
Domenica 29 – a Gualdo la Messa al mattino è anticipata alle 9,30.
A Quiesa alle ore 17 celebrazione del Battesimo.

Tutti i lunedì alle 21 alla cappellina della Polla del Morto bassa recita del rosario con l’intenzione particolare per le persone ammalate della Comunità.

2025 22 giugno – cloicca sopra per leggere il foglietto della domenica in formato pdf

One Reply to “E’ Domenica (22-06-2025) – Solennità del Corpus Domini – anno c”

  1. Mary Coppolecchia

    Corpus Domini anno c

    In questa domenica che segue la rivelazione della SS.Trinità, la madre chiesa esalta il valore dell’Eucarestia proponendoci la solennità del Corpus Domini e ci invita a meditare ancora e sempre sulle azioni praticate da Gesù , riportate dall’apostolo Paolo e già anticipate nel libro della Genesi.
    Infatti la figura di Melchisedec ,grande sacerdote del vecchio Testamento anticipa il sacerdozio eterno che Gesù ha sigillato con la sua morte e resurrezione consegnando a noi il suo corpo e il suo sangue affinché questo cibo celeste non ci faccia avere più fame né sete come il pane e in vino terreni , ma ci riempia di una traboccante sazietà che può venire solo da Lui. Ci ricordiamo le tante parole che Gesù ha detto ai suoi “ chi mangia la mia carne e beve il mio sangue non morirà in eterno” “io sono il pane di vita” …e alla samaritana “Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno.”
    Ma cosa significa per noi oggi la festa del “Corpo del Signore”?
    E come interpretare la tradizionale processione per le vie del paese, con i tappeti di fiori, di segatura o di riso, più o meno sfarzosi e raffinati, condivisi in molte tradizioni dell’Occidente cristiano?
    Quello che mi suggeriscono le scritture non è in contrasto con la pratica religiosa ma la riempie di significato se riusciamo a cogliere quello che il Signore ci dice nelle parole dei profeti e degli apostoli.
    Nella Genesi abbiamo ascoltato un brano breve ma ricco di simboli e valori.Si parla di Melchisedec, re e sacerdote, una figura che attraversa tutta la Bibbia perché lo ritroviamo citato nel salmo110 che oggi viene proclamato e nella Lettera agli Ebrei, come prefigurazione di Cristo.
    Dunque questo sacerdote offre ad Abramo il pane e il vino destinato al Dio altissimo dopo che ha sconfitto un popolo nemico e Melchisedec lo offre per rifocillare lui e i suoi uomini e li fa partecipare a un pasto sacro.Abramo allora offre la decima , che per la legge di Mosé è un atto di riconoscenza verso Dio dare un decimo dei propri averi, del proprio raccolto, delle proprie sostanze. Pratica in uso anche al tempo di Gesù e viva ancora oggi: si tratta di un’offerta volontaria alla chiesa per i suoi bisogni.
    In questa prima lettura si parla di cibo che nel Vangelo trova una eco molto più ridondante.
    Gesù aveva mandato i suoi discepoli a predicare-si legge nei versetti precedenti quelli proclamati oggi- li aveva mandati a due a due, senza bisaccia, bastone ecc..ecc… poi Gesù si ritira verso la città di Betsaida ma le folle lo seguono per ascoltarlo e per le guarigioni. I discepoli rientrati sono stanchi e vorrebbero congedare la folla ma Gesù stravolge i piani e dice loro “ non andate a cercare cibo sarete voi stessi a darlo “ e con molta discrezione prende i cinque pani e i due pesci, li solleva al cielo, li benedice come farà nell’ultima cena e poi li consegna ai suoi discepoli. Più che una moltiplicazione si può meglio definire una divisione, anzi una condivisione …solo alla fine si raccolgono gli avanzi e si capisce che il cibo è stato in abbondanza…poi Gesù ci vuol dare un altro insegnamento quando con autorità indica ai suoi la suddivisione a gruppi di cinquanta…è come se dicesse che il cibo non si distribuisce alla folla anonima ma a piccoli gruppi con cui si parla, si entra in relazione..L’Eucarestia è una relazione intima tra noi e il Signore, come ha detto Lui stesso “ Se non mangerete la carne dell’uomo e non berrete il suo sangue, non avrete la vita in voi”.
    Nella 1^ lettera ai Corinzi , scritta intorno al 50- 52 dopo Cristo troviamo il memoriale dell’ultima cena più antico del Nuovo testamento, anche dei Vangeli.E che verità straordinaria ci viene consegnata con queste parole ! Ogni volta che vi accostate all’Eucarestia “annunciate la morte del Signore finché egli venga “ Quello che vuol dire l’apostolo Paolo è che se Gesù non fosse morto e risorto non potremmo mangiare un cibo sacro. Invece accostandoci alla comunione non solo riceviamo lo Spirito Santo ma siamo testimoni di un Cristo che è già tra noi ma ne attendiamo il suo ritorno glorioso. Esattamente da queste parole la liturgia ha rilevato l’esclamazione subito dopo la consacrazione.”Annunciamo la tua morte Signore, proclamiamo la tua resurrezione nell’attesa della tua venuta”.
    Allora portare l’Eucarestia per le strade, tra la gente, cercare una relazione con tutti ha senso se predisponiamo il nostro cuore ad accogliere Gesù che si fa cibo di vita eterna e ci benedice nelle situazioni della vita in cui ci troviamo .
    Dopo l’elezione di Papa Leone hanno trasmesso le immagini riprese durante il Covid, quando lui era in Perù e portava l’Eucarestia per le strade deserte come benedizione e presenza sacramentale del corpo e sangue di Gesù, consolatore, amico e salvatore di tutti.

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