COMMENTO AL VANGELO V DOMENICA DI QUARESIMA
Nella quinta domenica di Quaresima, il brano del Vangelo secondo Giovanni ci racconta l’episodio della risurrezione di Lazzaro. Dopo la guarigione del cieco che abbiamo ascoltato domenica scorsa, la Parola ci presenta un altro dei segni compiuti da Gesù. Il passaggio è, anche in questo caso, dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita.
Gesù, venuto a sapere che l’amico Lazzaro è malato, afferma che la malattia non porterà alla morte, ma sarà occasione per manifestare la gloria di Dio. Giunto a Betania, incontra le sorelle di Lazzaro, Marta e Maria, che lo informano della morte del fratello, sepolto da ormai quattro giorni. Marta quasi rimprovera Gesù di non essere stato presente quando Lazzaro era malato per poterlo salvare: ma l’amore di Gesù supera la distanza fisica, è qualcosa di più grande dell’amore umano e travalica perfino la morte. Infatti, Gesù dice a Marta che lui stesso è “la risurrezione e la vita” e chi crede in Lui e vive la sua Parola, “anche se muore, vivrà; non morirà in eterno”. Di fronte a queste parole, Marta rinsalda la propria fede in Cristo, accorgendosi di come, se viviamo in Lui, possiamo anche noi sperimentare quell’amore che rimane anche dopo la morte. Maria piangendo rivolge a Gesù le stesse parole della sorella: “se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto”. Vedendo le lacrime di Maria, anche Gesù scoppia in pianto, dimostrando tutta la sua umanità. Di fronte al sepolcro di Lazzaro, allora, si compie la manifestazione della gloria di Dio, preannunciata all’inizio della lettura: Lazzaro, chiamato da Gesù, esce dal sepolcro. Questo passaggio dalla morte alla vita anticipa la risurrezione di Gesù, che sarà eterna e definitiva, dimostrandoci come la morte non ponga fine alla potenza dell’amore.
AVVISI
Lunedì 23 – a Bozzano alle 21 Associazione Padre Damiano.
Martedì 24 -alle 21 in canonica incontro sulla Parola di Dio della domenica.
Mercoledì 25– alle 18,30 a Massarosa Genitori e ragazzi del progetto Nuovi Orizzonti. Si ritrovano al Don Bosco per preparare le ‘palmine’ che verranno offerte la Domenica delle Palme.
Giovedì 26– Dalle 18,30 alle 22,00 primo incontro di formazione per animatori Grest.
A Massarosa Segreteria del CPCP con i rappresentanti di tutte le Commissioni. Alle 21 nelle sale parrocchiali di Quiesa incontro sulla Parola di Dio della Domenica.
Venerdì 27 – a Viareggio alle 21 Via Crucis Giovani Diocesana (vedi locandina).
Sabato 28 marzo – Al mattino dalle 11 a Massarosa, Confessione dei ragazzi di 3a media.
Alle 16 a Massarosa Confessione dei ragazzi di 5a elementare.
Cena per raccolta fondi per il restauro dell’affresco e della pala marmorea di Pieve a Elici. Alle 20 al Parco degli Sterpeti Cena (22 €). Per le prenotazioni sentire Eva 3398166769, Mariella 3200804799, Enrica 3290068110,
Annamaria 3899212188.
Riscossione delle quote della Confraternita del Carmine e San Rocco. Sabato 4 aprile dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18.Domenica di Pasqua dalle 9 alle 12. A tutti verrà consegnata la pasimata.
Il Centro ti ascolto’ necessita di : latte, succhi di frutta, pasta, farina.
2026 22 marzo clicca sopra per leggere il foglietto della domenica in formato pdf
V Domenica di quaresima anno A
Siamo ormai vicini alla Pasqua e nell’ultima domenica di questo cammino quaresimale le letture ci preannunciano i segni della morte e resurrezione di Gesù.
Il profeta Ezechiele al capitolo 37 ha la visione di una sterminata pianura piena di ossa .Sente la voce del Signore che gli ordina di testimoniare quello che vedrà: le ossa riprenderanno vigore, si accosteranno le une alle altre , si ricopriranno di tendini e muscoli ma soprattutto il Signore vi soffierà il suo “ ruah ” , lo spirito di vita che creò Adamo e i corpi torneranno a vivere . L’ultima parte di questo capitolo non a caso viene proclamata oggi, perché il profeta per bocca di Dio proclama che i sepolcri si apriranno e ne usciranno uomini e donne che ritorneranno a Israele e riconosceranno il Signore come loro Dio .
Ezechiele è un sacerdote , vive al tempo di Geremia ed è testimone della deportazione del popolo di Israele in esilio.Questa profezia ha due significati: il momento storico e la visione escatologica.
Il profeta parla a nome di Dio e le parole da lui proferite sono al tempo stesso sue e non sue.Egli sa che in modo mistico, intimo, soprannaturale ha ricevuto una parola da Dio e la deve comunicare.Così la visione dei corpi resuscitati che ricompongono il popolo di Israele è sicuramente da riferirsi al ritorno dall’esilio nella nuova Gerusalemme , quindi al momento storico che vive Ezechiele.
Al tempo stesso però la visione ha un valore spirituale , preannuncia l’opera che il Padre compirà su Gesù il quale accetterà volontariamente la morte per essere poi resuscitato nel terzo giorno.Ecco la bellezza della Parola di Dio che supera il limite del tempo , che proietta tutta la creazione e la Storia verso un unico punto , un unico centro dell’universo : la venuta del Messia, l’Unto del Padre , Cristo Gesù.
Nella lettera ai Romani San Paolo rivela a poco a poco il messaggio che ha conosciuto dopo la sua folgorante conversione al cristianesimo.Il nostro corpo è destinato alla vita eterna perché abbiamo lo Spirito di Dio dentro di noi quindi non possiamo vivere secondo la carne ma dobbiamo sempre avere presente che siamo tempio dello Spirito.Tutte le raccomandazioni di Paolo alle chiese da lui fondate sono sempre sullo stesso concetto, batte sempre sullo stesso tasto: vivere nella luce, abbandonare le tenebre, portare frutti di misericordia, verità, magnanimità , pazienza , perdono… i doni dello Spirito Santo!
Per questo coloro che ascoltano la parola e la aspettano “ più che le sentinelle l’aurora” avranno il dono più grande , saranno resuscitati come Gesù per vivere nella gioia piena per tutti i giorni della vita.
Il Vangelo di Giovanni ci presenta la resurrezione di Lazzaro e il racconto si presta a capire un po’ di più Gesù ,il suo comportamento, quello degli apostoli e dei giudei spettatori del miracolo.
Il brano inizia presentando la famiglia che Gesù conosceva, che frequentava abitualmente quando viveva in giudea perché Lazzaro, Marta e Maria abitavano a pochi chilometri da Gerusalemme , in un paesino chiamato Betania ,che oggi in arabo si chiama El Azaryeh, nome derivato da Lazzaro resuscitato.
Gesù era sfuggito ai giudei che lo volevano lapidare per la sua predicazione ed era andato di là dal Giordano. Qui viene a sapere di Lazzaro e della sua grave malattia ma si intrattiene ancora alcuni giorni.Come per il cieco nato anche ora Gesù afferma “Questa malattia non è per la morte ma per la gloria di Dio “ facendo intendere quello che doveva compiere in riferimento a sé. Quando dice di ritornare a Gerusalemme i discepoli sono perplessi perché era appena fuggito di là e a questo punto , come per il cieco nato, abbiamo un racconto nel racconto .
Lì Gesù parlava di opere che si possono fare in pieno giorno qui parla di camminare durante il giorno.
Al tempo di Gesù le ore utili per giungere ad una meta stabilita erano 12, per questo paragona la sua vita terrena a una giornata di 12 ore che servono per giungere alla sua morte e resurrezione , il motivo per cui è stato inviato . Gesù ribadisce l’importanza di camminare di giorno quando c’è la luce perché di notte si può inciampare …Gesù ha già detto “ io sono la luce “ quindi l’invito che fa è di affidarci a Lui per non cadere .
Dopo questa parentesi Gesù parla ai suoi discepoli della morte di Lazzaro quando dice che si è addormentato … di nuovo gli apostoli non capiscono , prendono alla lettera le sue parole e rispondono che se dorme poi si salverà..Solo Tommaso ha capito Gesù, ha capito che tornando a Gerusalemme questa volta Gesù rischia la vita e infatti dice una cosa molto profonda”andiamo anche noi a morire con Lui”.
Il seguito è ben spiegato da Giovanni, i dialoghi prima con Marta poi con Maria sulla resurrezione e sulla fede nel Signore.
Ci sono due particolari da sottolineare: Gesù rimane fuori dal paese, è prudente, sono le sorelle che gli vanno incontro , prima Marta che poi va a chiamare Maria la quale arriva da Lui con un seguito di giudei che erano a consolarla …Gesù si commuove per la morte del suo amico….e per la disperazione delle sorelle.
Per la prima volta Gesù prima di compiere il miracolo sente quanto è pesante il distacco da una persona amata, sente quanto vuoto porta la morte…ha già resuscitato la figlia di Giairo, il figlio della vedova di Naim…il suo stile si ripete con il comando di Gesù al morto, con lo stesso comportamento dopo la resurrezione ..ma qui abbiamo un Gesù che soffre come noi, che non è risparmiato dalla commozione ..si rivolge al Padre con una preghiera di ringraziamento perché la sua vita è così unita a quella del Padre che ogni richiesta viene accolta.
Con la resurrezione di Lazzaro Gesù fa capire che farà risorgere anche noi nell’ultimo giorno..non solo : chi crede in Lui e vive guidato dallo Spirito avrà la vita eterna.
I giudei che hanno visto il miracolo sono rimasti esterrefatti e hanno creduto…altri invece sono corsi dai farisei e poi dai capi dei sacerdoti a riferire quello che hanno visto … è l’ultimo atto che Gesù compie, quello che fa traboccare il vaso….ormai i farisei, i sacerdoti, i dottori della Legge nutrivano invidia e gelosia verso Gesù , soprattutto erano increduli e scettici verso questo rabbi che parlava e agiva con autorità, che si definiva il figlio di Dio , che predicava un regno di verità e giustizia di fraternità e uguaglianza ….ed è con questo ultimo atto che viene decretata la morte di Gesù.