E’ Domenica (22-01-2023) – 3a domenica del tempo ordinario anno a

COMMENTO AL VANGELO –III DOMENICA DEL T.O. anno a

Nella III Domenica del Tempo Ordinario, dedicata alla Parola di Dio, il brano del Vangelo secondo Matteo riporta un passo tratto dal libro del profeta Isaia, che ascoltiamo anche nella prima lettura.
Il profeta annuncia che in Galilea, regione di confine e abitata anche da popolazioni pagane, sorgerà una grande luce di salvezza per tutti gli uomini. L’evangelista Matteo riporta questo passo nel suo Vangelo per sottolineare come quella luce profetizzata da Isaia sia davvero giunta: è Gesù, venuto sulla terra per farci uscire dalle tenebre e condurci alla salvezza. L’amore di Dio, infatti, è davvero come la luce.

Essa non è qualcosa di materiale che si può toccare, ma la si può percepire se i nostri occhi sono aperti. Allo stesso modo, anche noi possiamo percepire l’amore di Dio nei nostri confronti se il nostro cuore è aperto e disposto ad essere illuminato.
L’inizio della predicazione di Gesù, che viene a portare questa luce, non avviene a Gerusalemme o in una grande città, ma in periferia, in una zona della Palestina considerata di minor importanza. Come sempre, il progetto di Dio ha inizio da quelli che sono considerati gli ultimi.
La prima esortazione fatta da Gesù riprende le parole del Battista quando battezzava nel Giordano: “Convertitevi”. Lasciandoci illuminare dal messaggio d’amore di Dio, possiamo intraprendere un percorso di conversione, fatto di consapevolezza dei nostri limiti e di voglia di migliorare. Conversione è quella che avviene per quattro pescatori, Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni, che, chiamati da Gesù, subito si dispongono a seguirlo per diventare “pescatori di uomini”. Hanno percepito in Gesù quella luce di salvezza e non hanno esitato a seguirla, fiduciosi che Dio li ama e li guida sempre.

SE NON DIVENTERETE COME I BAMBINI

Il rispetto e l’accoglienza di Gesù verso i bambini non ha paragoni nella cultura del suo tempo il gesto simbolico di avvolgere un bambino nel suo abbraccio dice molto di lui, anzitutto: del coraggio, della tenerezza, del suo sfidare i luoghi comuni che fanno della posizione del bambino una posizione trascurabile. Ma c’è di più: Egli stesso si consegna nel bambino perché lo ‘pone nel mezzo’ che è propriamente il suo posto nella comunità (Mt 18,2) e questa è la ragione stupefacente del rispetto che noi adulti dobbiamo ai nostri bambini. Di più ancora: il bambino diventa per noi un modello di fede, la porta stretta per entrare misteriosamente nel regno ( ‘se non diventerete come bambini’ Mt 18,4).
Lasciamoci sorprendere: com’è che Gesù ci fa questa richiesta così facile all’equivoco, se si pensa ad un piccolo come innocente, ingenuo, credulone ?
I genitori hanno a portata di mano un primo piano : un piccolo affamato, su un seggiolone, alle prime pappe, e cioè a contatto con cibi di volta in volta diversi, sconosciuti. Che fa il nostro piccolo di fronte al cucchiaio che la mamma gli porge ? Spalanca la bocca ! Sa con tutte le sue fibre che la pappa proviene da qualcuno che ha cura di lui, che mai e poi mai inquinerebbe ciò che gli dà per dargli la morte. Il suo spalancare la bocca è un atto di fiducia pieno, incondizionato e senza resistenze. Forse lo abbiamo dimenticato , non sappiamo più ‘come si fa a …’ … a regalare una tale fiducia che fa vivere. Questo non significa che il piccolo non possa permettersi gusti suoi, ma non si permette il dubbio corrosivo che quello che c’è nel cucchiaio sia male per lui. Questo è il rapporto che Dio sogna per ciascuno di noi: una fiducia disarmata nella volontà di Dio, nel suo Regno già iniziato tra noi , anche quando ci chiede superamenti o contenuti amari. La fiducia che quanto ci viene posto ‘nel cucchiaio’ sia per la vita. Vi sono famiglie in cui questo avviene e lì succedono miracoli impensabili: l’accoglienza di un figlio disabile, di un anziano ‘impossibile’ , di un lutto. Per questo gli angeli sono attorno a questi piccoli che spalancano la bocca: sono a contatto con l’Invisibile, già da ora.

AVVISI
Martedì 24 – alle 21 in canonica a Massarosa incontro sulla parola di Dio della domenica.
Giovedì 26 – alle 21 in sacrestia a Gualdo incontro sulla Parola di Dio della domenica.

Coloro che desiderano la visita del sacerdote agli ammalati o infermi sia prima del S. Natale che durante le feste, lo facciano presente ad uno dei sacerdoti personalmente o telefonando in parrocchia al numero 0584.93354.

L’ALBERO DELLA PACE

Perché ancora un albero in chiesa?
L’albero è segno della pace in quanto è adornato di preghiere scritte dai bambini del catechismo per invocare la pace in Ucraina. Questo progetto di pace lo stiamo facendo con una parrocchia ucraina. Le attività di scambio con la comunità ucraina arriveranno fino alla prima domenica di febbraio in quanto gennaio dalla chiesa è dedicato a sensibilizzare tutta la comunità ad essere artigiani di pace come ci indica papa Francesco. Ai catechisti e ai ragazzi del catechismo insieme al centro ti ascolto è chiesto di camminare in vicinanza a questa parrocchia Ucraina per condividere nella carità la loto sofferenza. Vicinanza che si esprime in diversi modi: disegni, poesie e preghiere per la pace e lettere oltre alla carità. Tutti possiamo sostenere questi fratelli.

22 gennaio 2023 – clicca sopra per leggere il foglietto nel formato pdf

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