COMMENTO AL VANGELO – XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Nella XXV domenica del Tempo Ordinario, il brano del Vangelo secondo Luca ci parla della ricchezza e lo fa a partire da una parabola che a prima lettura sembra paradossale. Il protagonista è un uomo a cui il padrone ha delegato l’amministrazione delle sue proprietà e che, disonestamente, fa la cresta sui guadagni del padrone. Chiamato a rendere conto del suo operato, l’amministratore ha la scaltrezza di pensare al suo futuro, quando sarà licenziato. Egli chiama i debitori del suo padrone e accorda loro uno sconto sulla cifra dovuta, in modo da costruire con loro un rapporto di amicizia.L’operato dell’amministratore rimane disonesto, ma questa sua astuzia – forse per noi sorprendentemente – viene lodata. Gesù, infatti, vede in quell’iniziare a costruire relazioni con il prossimo un piccolo passo verso la strada giusta. La ricchezza accumulata illecitamente dall’amministratore non è più fine a sé stessa e dettata unicamente dalla cupidigia, ma c’è una prima apertura verso il prossimo. Anche se il miglioramento è piccolo, non passa inosservato a Gesù.Il rapporto che ognuno di noi ha con i beni materiali (la “ricchezza disonesta”, in contrapposizione a “quella vera” del Regno di Dio) è importante per capire se anche noi ci stiamo muovendo o meno verso un migliora-mento. Non si può, infatti, tenere i piedi su due staffe e servire Dio mentre il nostro cuore è appesantito dall’attaccamento ai beni materiali. Gesù con questo non condanna il possesso di beni in sé, bensì l’uso che se ne fa e l’importanza che rivestono nella nostra vita. Se la ricchezza diventa un idolo da cui si è ossessionati, è chiaro che non c’è spazio per Dio nel nostro cuore.
AVVISI
Sabato 20 – a Bozzano Festa dei Donatori di Sangue. Alle 18,30 Messa e a seguire Cena.
Domenica 21 – nel pomeriggio alle 16,30 a Montigiano celebrazione del Battesimo.
Martedì 23 – alle 21 in canonica a Massarosa riprendono gli incontri sulla Parola di Dio.
Alle 21 a Bozzano Comitato Padre Damiano.
Mercoledì 24 – alle 21 a Bozzano riunione della Pro Loco.
Giovedì 25 – alle 21 nelle sale parrocchiali di Quiesa incontro sulla Parola di Dio della domenica.
Alle 20,30 a Bozzano in chiesa rosario e Messa.
Venerdì 26 – alle 20,30 a Bozzano in chiesa rosario e Messa.
Sabato 27 – alle 9 in sacrestia a Massarosa incontro dei ministri degli infermi.
Alle 12,30 a Massarosa nell’orto del prete pizza per i ragazzi di 3a media.
Alle 21 a Bozzano alle Cascine s. Messa ( non c’è la messa delle 18,30 in chiesa).
Domenica 28 – Festa della Madonna del Soccorso . Alle 10,30 Messa e benedizione delle auto.
Alle 18,30 Messa, processione con la Statua della Madonna del Soccorso e al termine rinfresco.
A Quiesa non c’è la messa pomeridiana delle ore 18.
Al mattino a Gualdo la Messa è alle 10,30.
Lunedì 13 ottobre alle 21 presso le sale parrocchiali di Quiesa incontro gratuito aperto a tutta la popolazione per imparare l’uso del defibrillatore.
LE ‘NOSTRE MADONNE’
Bozzano Madonna del Soccorso – Domenica 28 settembre alle ore 18,30 Messa e Processione. Triduo da Giovedì 25 settembre.
Quiesa Madonna del Rosario – Sabato 4 ottobre alle 18 Messa e processione.
Piano del Quercione Madonna del Buon Consiglio – Domenica 5 ottobre alle 9,30 Messa solenne con il Vescovo – Triduo da giovedì 2 ottobre.
A Bozzano la Madonna del Rosario la festeggeremo la 1a domenica di maggio – domenica 3 maggio 2026 con la messa alle 20,30 e la processione breve.
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Per il Centro ‘ti ascolto’ servono riso, marmellata e caffè.
DA LUNEDI 22 SETTEMBRE ALLE ORE 17,30 IN CAPPELLINA A MASSAROSA ROSARIO PER LA PACE NEL MONDO.
2025 21 settembre – clicca sopra per leggere il foglietto della domenica in formato pdf
XXV Domenica t.o.anno c
Le letture che la Chiesa ci fa proclamare questa domenica non sono tanto facili da capire se non ci affidiamo alla comprensione della Parola di Dio che è “luce ai nostri passi” e che si fa contemplare nella concordanza del profeta e di Luca evangelista e nell’annuncio dell’apostolo Paolo .
La prima lettura e il Vangelo ci fanno riflettere sugli aspetti della nostra vita legati alla corruzione, alla disonestà e al rapporto che abbiamo con il potere del denaro e della ricchezza .La lettera a Timoteo ci conferma il grande amore di Gesù, unico mediatore per la nostra salvezza.
Il profeta Amos , originario di un paese vicino a Betlemme nella metà dell’ VllI secolo avanti Cristo predica nel regno del nord con oracoli e visioni rivolte al popolo di Israele , ma soprattutto ai ricchi e nobili.
Nel brano che oggi viene proclamato il profeta si scaglia contro coloro che calpestano il povero e gli umili amministrando con ingiustizia i loro beni. Sono i proprietari che osservano il sabato ma poi guadagnano sulla vendita del grano con furberie e soprusi poiché diminuiscono il peso ( efa ) e aumentano il prezzo ( sicli) con bilance false , al fine di ridurre in miseria un popolo già povero e indigente.Ma il profeta ammonisce questi usurpatori perché -dice- il Signore non dimenticherà queste loro opere.
Nel Vangelo Luca riprende questo significato dell’abuso con la parabola dell’amministratore disonesto, in latino “villici iniqui” .Cerchiamo di capire cosa racconta Gesù nella parabola e quale sia lo sviluppo successivo rispetto al Vecchio Testamento.
Secondo l’uso allora tollerato in Palestina un proprietario di beni concedeva ad un suo contadino il compito di amministrare le proprietà magari facendoci la” cresta “, come diciamo oggi, cioè chiedendo più del dovuto e guadagnando quindi in modo disonesto.
Quando il padrone vuole licenziare questo amministratore che ha sperperato i suoi beni, lui chiama tutti i debitori e cancella una parte di debito, probabilmente il suo guadagno, perché così quando si ritroverà senza lavoro si sarà conquistato magari il benvolere dei suoi operai.
Gesù , il Signore, loda la scaltrezza dell’ amministratore e aggiunge una prima riflessione significativa : i figli degli uomini sono più scaltri dei figli della luce.
Come dire: vedete come si danno da fare gli uomini e i loro pari facendo fruttificare il denaro , cercandosi amicizie in modo che possano avere qualcuno che li accoglie se rimangono senza ricchezze !
I figli della luce che seguono Gesù hanno la Parola di Dio, I Sacramenti, l’Eucarestia, lo Spirito Santo .. sappiamo far fruttificare tutti questi doni per la nostra vita?
Cosa intende riferire Luca nel proseguo del brano? In queste domeniche abbiamo appreso che la visione di questo evangelista a differenza degli altri è molto legata al concetto di povertà e ricchezza , all’accumulo di beni…. E abbiamo anche meditato sul valore che diamo alla ricchezza se la condividiamo con gli altri e non la teniamo solo per noi.
Gesù apprezza il movimento spontaneo di questo amministratore che subito rinuncia ad accumulare per sé e nei versetti successivi ci dice di procurarci amici con la ricchezza disonesta come ha fatto lui, l’amministratore, perché quando verrà a mancare possiamo contare sul bene che abbiamo fatto agli altri.
Ma se in questa prima parte si parla di denaro disonesto ecco che poi Gesù ci fa l’elogio dell’ onestà, della fedeltà nel poco e nel tanto e ci ammonisce dicendoci che se non saremo onesti verso gli altri chi lo sarà verso di noi ?
E ancora “ se non vi siete dimostrati fedeli per il denaro disonesto chi vi affiderà il patrimonio?
Qui Luca riprendendo la stessa espressione di Matteo ci dice che non si può servire a due padroni, a due signori: Dio e il denaro.
Ancora una volta la visione lucana del messaggio di Gesù ci vuole mettere in guardia sulla sicurezza , il potere e l’autosufficienza che derivano dal denaro e dalla ricchezza per suggerirci l’atteggiamento giusto, quello della condivisione, dell’altruismo, della generosità ….la carità , dice San Pietro nella Prima lettera, copre molti peccati , l’amore fraterno porta a donare, non giudicare, incoraggia il clima che si dovrebbe creare nella comunità cristiana, sul modello della chiesa primitiva.
Nella lettera a Timoteo troviamo una santa raccomandazione affinché possiamo condurre una vita tranquilla e in fraternità , una raccomandazione che oggi più che mai sentiamo rivolta ai nostri tempi , quella di pregare per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, con domande, suppliche, e ringraziamenti…
In questa lettera a Timoteo e alla comunità di Efeso, San Paolo si fa testimone del messaggio di salvezza che Dio ha predisposto per tutti gli uomini attraverso il suo Figlio , di cui lui , Paolo , si fa garante nella fede e nella verità.
Pensando a tanto sangue innocente versato in molte terre vicine e lontane per la durezza del cuore dei potenti , accogliamo le parole dell’apostolo che ci invitano “ in ogni luogo a pregare, alzando al cielo mani pure , senza collera e senza contese”.