E’ Domenica (19-04-2026) – 3a domenica di Pasqua – anno a

COMMENTO AL VANGELO – III DOMENICA DI PASQUA

Dopo l’episodio della conversione di Tommaso, ascoltato domenica scorsa, nella III Domenica di Pasqua il brano del Vangelo ci propone un’altra esperienza di conversione, quella dei discepoli di Emmaus. I due se ne stanno andando da Gerusalemme e appaiono sconsolati di fronte alla morte di Gesù. Essi credevano che avrebbe liberato Israele e, dopo aver visto la sua crocifissione, vedono crollare le loro speranze. Non guardano, però, agli eventi accaduti con gli occhi della fede e infatti, quando Gesù si avvicina loro, non lo riconoscono; l’evangelista Luca ci dice addirittura che “i loro occhi erano impediti a riconoscerlo”. Gesù, allora, camminando al loro fianco, inizia a spiegare ai due discepoli le Scritture, mettendo in evidenza come esse si siano compiute in Cristo. La Parola di Dio fornisce, infatti, una chiave di lettura diversa degli eventi, rispetto a quella dei due discepoli, che si attengono solo alla “cronaca”, senza andare più a fondo. Benché la spiegazione di Gesù scaldi i loro cuori, come diranno in seguito, i discepoli ancora non riconoscono nel loro compagno di viaggio il Risorto. Soltanto nel momento in cui Gesù, ripetendo i gesti dell’Ultima cena, spezza il pane e lo condivide con loro, gli occhi dei due discepoli si aprono e riconoscono il Signore. Ecco che allora avviene la loro conversione e immediatamente credono alla Risurrezione di Gesù. Animati nuovamente dalla fede, corrono verso Gerusalemme ricongiungendosi agli Apostoli per raccontare loro ciò che hanno vissuto, condividendolo con la comunità.
Sono dunque due gli elementi distintivi di Cristo: la Parola e l’Eucaristia, che costituiscono anche il fulcro della Santa Messa. Vivendo con costanza queste due esperienze, anche noi possiamo riconoscere Gesù nei vari momenti della nostra vita quotidiana e rafforzare così la nostra fede, che talvolta vacilla come quella dei discepoli di Emmaus.

AVVISI
Domenica 19 – a Massaciuccoli la s. Messa non è al mattino alle ore 9 ma nel pomeriggio alle 17 per la celebrazione di un Battesimo.
Lunedì 20 – a Massarosa alle 18 Messa per i defunti della Compagnia del Carmine e di S. Rocco.
Alle ore 21:00 a Bozzano si riunisce “il Consiglio Direttivo dell’Associazione Padre Damiano allargato ai membri dell’Associazione”
Martedì 21 – alle 21 in canonica a Massarosa, incontro sulla Parola di Dio della domenica.
Mercoledì 22– alle 21 alla chiesina della Rosa a Lucca, preghiera di Taize insieme a Fratel Bernat.
Giovedì 23 – alle 18,30 a Bozzano Animatori Grest.
alle 21 a Quiesa nelle sale parrocchiali, incontro sulla Parola di Dio della domenica.
Venerdì 24 – Alle 21 a Massarosa gruppo Fidanzati.
alle 21 a Gualdo incontro sulla Parola di Dio della domenica.
Sabato 25 – Alle 9 in biblioteca a Massarosa incontro con la redazione del giornalino Incontro.
Domenica 26 – a Bicchio ritiro dei ragazzi di 1a Comunione.

2026 19 aprile – clicca sopra per leggere il foglietto della domenica in formato pdf

One Reply to “E’ Domenica (19-04-2026) – 3a domenica di Pasqua – anno a”

  1. Mary Coopolecchia

    3^ domenica di Pasqua .anno A

    Le letture di questa terza domenica di Pasqua ci presentano ancora l’annnuncio da parte degli apostoli di quello che è avvenuto a Gesù, della sua morte e resurrezione e nel Vangelo di Luca il primo incontro di Gesù con due suoi discepoli, anonimi, nei quali anche noi ci possiamo rispecchiare.

    Negli atti degli apostoli è Pietro che parla ,colui che Gesù ha nominato a capo della comunità ecclesiale.
    Questa parola dell’apostolo oggi è proclamata in tutta la Chiesa come la sua perenne
    testimonianza alla risurrezione di Gesù.
    Pietro è insieme agli Undici e si appella all’autorità delle sante Scritture facendone
    un’esegesi in rapporto agli avvenimenti di cui essi sono testimoni.
    La fede della comunità cristiana si basa quindi su questi due dati: l’annuncio degli
    apostoli e il loro modo d’interpretare le Scritture in rapporto a Gesù, il Cristo.
    Pietro porta inoltre come testimonianza la presenza dello Spirito visibile e udibile
    attraverso il loro ministero. La scorsa domenica abbiamo sentito che Gesù appare agli apostoli riuniti nel cenacolo e soffia su di loro lo Spirito Santo.È la cosiddetta Pentecoste giovannea , però lì la trasmissione dello Spirito è per una missione particolare.
    Nel giorno di Pentecoste che oggi viene proclamato, lo Spirito annunciato con fragore discende sugli apostoli e su tutto il popolo di Dio : Pietro infatti parla rivolgendosi a tutti gli uomini di Israele. Pietro che ha visto Gesù risorto cita il re Davide e il giorno della resurrezione che anche lui aveva visto, nella sua visione profetica che celebra con le parole del salmo 16 “perché tu non abbandonerai la mia vita negli inferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione.”
    Sono le parole che riguardano proprio Gesù ma c’è una precisazione importante da fare : nella traduzione greca del salmo si dice “né permetterai che il tuo fedele veda la fossa “ questa espressione è teologicamente più corretta : Gesù infatti ha subito la fossa, cioè la morte, non la corruzione, poiché è risorto.

    Nella lettera di Pietro , è ancora l’apostolo che annuncia la profondità e la ricchezza del dono che abbiamo nella persona di Gesù.È con il suo sangue che siamo stati riscattati dalla divisione e dalla lontananza da Dio in un nuovo patto di alleanza…con la sua sofferenza e la morte Gesù sì è immolato come un agnello senza macchia così come era prescritto nella vecchia Legge. Pietro qui ci dice una cosa importante : crediamo in Dio per opera di Gesù ..Tutto quello che ha fatto Gesù era previsto già prima della creazione : si è incarnato , ha annunciato la buona novella, si è fatto uccidere e poi è risorto …ha fatto tutto questo perché avessimo consapevolezza che Dio ci ama….siamo innanzi al Dio che è un Padre misericordioso , che non guarda il volto , cioè non fa preferenze ma giudica con giustizia .E come abbiamo già detto l’amore grande di Dio, la sua santità la sua grandezza ci mettono paura perché temiamo di non essere all’altezza. Pietro però ci rassicura perché ci dice che per mezzo di Gesù la nostra fede e la nostra speranza saranno portate a Dio.

    Il Vangelo di Luca è l’unico che riporta questo episodio.Due discepoli si stanno recando a Emmaus, distante una decina di chilometri da Gerusalemme . Sono tristi.Questa annotazione porta il viandante che è Gesù stesso a chiedere loro il motivo di tale stato d’animo. I discepoli raccontando la storia di Gesù nel quale avevano riposto ogni speranza di salvezza .. raccontano che Signore Gesù è stato condannato a morte, crocifisso …che le donne accorse alla tomba hanno sentito dagli angeli che lui è vivo ma gli apostoli poi hanno trovato il sepolcro vuoto e lui non l’hanno visto.
    In realtà questi discepoli si sono fermati al dolore della Passione e della morte.Sono fissi lì, senza fede ..
    Gesù li rimprovera e li istruisce.
    Tutta la Scrittura, da Mosè ai profeti, vuole annunciare questo :che cʼè un Dio sovrano, nelle cui mani è il mondo, la creazione, la storia, il destino dellʼuomo…e questo Dio ha annunciato per bocca dei profeti la venuta del Salvatore.
    I discepoli che invitano lo straniero a fermarsi a cena alla fine lo riconoscono , il velo dei loro occhi si dissolve nel gesto che Lui compie, lo stesso che aveva fatto durante l’ultima cena ..quando era vivo e ha annunciato che quel pane è quel vino erano il suo corpo e il suo sangue…Ora finalmente credono che Gesù è risorto..
    Proprio per questo la fede è possibile sempre. Se ogni cosa che viviamo può essere ricondotta dentro al disegno di Dio, allora possiamo custodire la fiducia, lʼabbandono in Dio, in ogni momento, come i due discepoli di Emmaus.

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