VANGELO – XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Nella XXXIII Domenica del Tempo Ordinario, quasi al termine dell’anno liturgico, il brano del Vangelo secondo Luca ci presenta una realtà che appare piuttosto dolorosa. Gesù, infatti, indica quale sarà il futuro dell’umanità e, quindi, della Chiesa.
Lo scenario sembra essere drammatico, quasi apocalittico: le nazioni si faranno guerra fra loro, ci saranno rivoluzioni e violenze, accadranno cataclismi naturali; “non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta”. Inoltre, per chi sceglie di seguire Cristo, ci saranno persecuzioni e tradimenti, persino all’interno di una stessa famiglia o fra amici. Con tutto questo, Gesù vuole ribadire ancora una volta come la scelta di vita cristiana debba essere coerente, nonostante spesso questo significhi subire ingiustizie o scherni. La parola chiave del brano, che compare esplicitamente al termine della lettura, è infatti perseveranza. È attraverso di essa che possiamo giungere alla salvezza. Se siamo fedeli a Cristo, avendo scelto di seguirlo, è necessario portare avanti ogni giorno e in ogni gesto questa scelta. Le parole di Gesù appaiono, quindi, anche come un monito, attuale più che mai. Non solo fra le grandi nazioni, ma anche all’interno di una comunità o di una famiglia ci sono screzi e divisioni, che conducono ad un controproducente egoismo. Mettendoci in gioco in prima persona, però, possiamo essere testimoni della Parola, come Gesù ci chiede, per portare pace e sollievo. Noi per primi dobbiamo essere credibili, mettendo quotidianamente in atto scelte coerenti con il Vangelo. Per questo Gesù ci dice di perseverare nella fede e di rimanere fedeli a Lui, a qualunque costo: per diffondere il suo messaggio d’amore.
AVVISI
Sabato 15 e Domenica 16 nelle nostre chiesa- Comunità Lautari.
Domenica 16 – A Quiesa Festa del Catechismo 4a e 5a elementare. Alle 14,30 al sito Sagra di Quiesa: giochi. Alle 17 presso la Chiesa necci e mondine. Alle 18,30 S. Messa.
Martedì 18 – in canonica a Massarosa alle 21 incontro sulla Parola di Dio a Massarosa.
Mercoledì 19 – A Montigiano dalle 17 visita ammalati e altro.
alle 21 a Massarosa incontro per i catechisti delle medie.
Giovedì 20 – alle 21 a Quiesa nelle sale parrocchiali incontro sulla Parola di Dio della Domenica.
Venerdì 21 – alle 21 Da Maria Agnese al Bertacca incontro sulla Parola di Dio della domenica.
Segreteria del CPCP per assemblea di restituzione.
Sabato 22 – a Bozzano alle 18,30 Messa nella festa di Santa Cecilia. (banda …).
Domenica 23 – a Massarosa al mattino la messa delle 11 è anticipata alle 10,30 con i bimbi piccoli delle elementari.
A Pieve a Elici alle 11,30 Virgo Fidelis.
A Bozzano nel pomeriggio mondine.
A Capannori GMG (vedi locandina).
In queste domeniche le Amiche delle Missioni offrono i loro manufatti a favore di tante persone bisognose.
Tutti coloro che hanno intenzione di inviare un articolo per il giornalino Incontro di Natale, lo facciano entro metà novembre. Grazie.
XXXIII Domenica t.o. anno c
Le letture di questa domenica sembrano dipingere una visione crudele e violenta della nostra vita , come se la parola di Dio volesse impressionarci per gli scenari catastrofici che vengono annunciati, ma con la Sapienza dello Spirito e l’insegnamento della Chiesa cerchiamo di dare il giusto peso e la interpretazione adeguata al messaggio che oggi viene proclamato.
Il profeta Malachia, uno dei profeti minori, nei tre capitoli del suo libro ci parla di rimproveri verso il comportamento dei suoi coetanei (prima metà del V secolo a.c.) e di consolazioni che Dio promette a quanti sono rimasti fedeli .
In particolare i versetti proclamati oggi fanno parte di una pericope più ampia ( il brano all’inizio del capitolo ) in cui il popolo che teme il Signore si lamenta perché loro sono fedeli, camminano nella via della giustizia,servono Dio con rettitudine fanno penitenza come è scritto nella Legge eppure gli orgogliosi, gli empi hanno sempre la meglio in questa vita, se la passano magnificamente .
Ecco che arriva il giudizio divino. Il profeta sa che ogni azione buona non è andata perduta e ordina ad un angelo di prendere nota delle opere compiute dai giusti e timorati di Dio perché non se ne perda la memoria.
Nel giorno di Jawé sarà chiara la giustizia di Dio viste le diverse sorti dei giusti e degli empi.
L’immagine della paglia e del fuoco è ricorrente nella scrittura e anche qui serve a dimostrare che non saranno lasciati né radice né rami, cioè nessuna discendenza degli empi e peccatori mentre per i giusti sorgerà un sole di giustizia, cioè il Cristo, che porterà la salvezza e la salute .
Nella seconda lettera ai Tessalonicesi ,siamo ormai alla fine del terzo e ultimo capitolo, dopo aver esortato i fratelli di quella comunità a pregare, a seminare la parola di Dio perché prosegua la sua corsa fra le genti e aumenti la fede ,Paolo richiama ad un comportamento preciso: chi non lavora non mangi.Si tratta di un brano scritto dopo il saluto e l’esortazione che aveva già fatto, riferendosi al malcostume di alcuni indisciplinati che stavano in ozio, sfaccendati che gravavano sui fratelli, si prestavano al chiacchiericcio e creavano danno alla pace della comunità. Paolo fa riferimento a se stesso, come modello da seguire , perché in tutto il tempo della sua predicazione si è guadagnato il pane senza gravare sulle famiglie indigenti;
con fatica dopo una giornata di lavoro si è dedicato all’ insegnamento e all’apostolato. Il messaggio che vuole trasmettere, in tono perentorio e imperativo è: impegno civico e quiete.Nei versetti seguenti Paolo ammonisce nel Signore Gesù questi indisciplinati invitandoli a “mangiare il proprio pane senza fare chiasso.”
La lettura continuata del Vangelo di Luca ci propone oggi al capitolo 21 una pagina che ci fa un po’ paura per la prospettiva escatologica (cioè che riguarda la fine dei tempi) che Gesù ci preannuncia .
Lo stesso racconto che fa Luca viene riportato anche da Marco e da Matteo ma con prospettive diverse.
Intanto il brano comincia con il riferimento al tempio. Quando Luca scrive il suo Vangelo, intorno al 70 dopo Cristo, il tempio di Gerusalemme era già stato distrutto . Così distingue tre momenti : la distruzione di Gerusalemme, il tempo della chiesa fu e il ritorno glorioso di Gesù alla fine della storia .
Gli apostoli chiedono quando avverranno queste cose e che segni ci saranno.
Ad ogni affermazione Gesù fa sempre seguire una prospettiva di attesa o di speranza.Non sono affermazioni apocalittiche, nel senso che intendiamo noi , cioè catastrofiche, rovinose.
La parola apocalisse deriva dal greco antico e significa letteralmente “sopra svelamento’ , cioè rivelazione; quindi Gesù ci sta rivelando i corsi e ricorsi della storia che si ripetono ieri come oggi…guerre, nazioni contro nazioni, terremoti, pestilenze o..pandemie … Eppure Gesù ci rassicura che saremo difesi da Lui davanti ai tribunali degli uomini, Lui ci darà “parola e sapienza” che metterà fuori combattimento i nostri accusatori.Non solo , ci promette che neppure “un capello del vostro capo andrà perduto”…se una ferita del corpo è una sofferenza un capello tagliato non dà dolore …quindi quanto più è profonda e grande la promessa di Gesù se non solo la carne ma neanche un capello sarà disperso…in vista della resurrezione …. Questo non significa che nella vita non dovremo affrontare tribolazioni e sofferenze , però siamo invitati a non ripiegarci su noi stessi, a “levare il capo” come si dirà nei versetti successivi, orientandoci all’attesa e alla speranza nel Dio vivente .
I discepoli chiedono quando verranno queste cose ma Gesù capovolge la loro aspettativa futura orientandoli sulla sua persona . È lui il Veniente , di Lui ha detto il Padre suo al battesimo e alla Trasfigurazione “questi è il mio figlio prediletto , ascoltatelo”..ecco perché Gesù li avverte …non credete a quanti si presenteranno in nome mio dicendo “sono io”..è un inganno..l’unico modo per uscirne ce lo dice alla fine : “con la perseveranza salverete la vostra vita “..seguire Gesù vuol dire ascoltarlo, conoscerlo e amarlo , essere fedeli nella preghiera,nell’Eucarestia ,soprattutto nell’Amore che abbiamo tutti nel cuore e su questo saremo giudicati.
Grazie alla parrocchia dei continui commenti alla parola di dio la perseveranza è il concetto principale della vita cristiana