COMMENTO AL VANGELO – XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Continua anche nella XX domenica del tempo ordinario la riflessione sul tema della fede. Dopo aver ascoltato della “poca fede” di Pietro domenica scorsa, oggi il brano del Vangelo secondo Matteo ci parla della donna cananea. Nella prima parte del brano, ascoltiamo di una donna cananea, e quindi pagana, che chiede a Gesù la grazia di guarire la figlia da un demonio che la tormenta. L’implorazione della donna è insistente e sembra quasi infastidire Gesù. La perseveranza con cui la donna chiede a Gesù di essere ascoltata, però, fa sì che emerga la sua fede e dà a noi la possibilità di riflettere sul modo in cui pregare. Allo stesso modo della Cananea, anche il cristiano deve avere costanza nella preghiera, in modo da poter arrivare a vivere tutta la propria vita come un continuo dialogo con Dio, che si esplica tramite tutte le situazioni che ci si presentano nella vita quotidiana, che possono trasformarsi in occasione di testimonianza cristiana.
Un altro spunto di riflessione che questo brano ci offre è costituito dall’universalità del messaggio di Gesù, che non è riservato soltanto ad un popolo, bensì a tutti coloro che possiedono la fede. Il fatto che la donna sia pagana non le preclude in alcun modo la salvezza. Non è, infatti, il popolo di appartenenza l’importante, ma la disposizione d’animo della Cananea, che dimostra di avere una fede grande e disposta a tutto, che si accontenta anche delle “briciole che cadono dalla tavola”. Quella che per alcuni sembra una briciola, per altri, che la accolgono in modo riconoscente ed umile, è un bene di grande valore.
Gesù, quindi, esaudisce il desiderio della donna, perché ne riconosce una grande fede che non si scoraggia di fronte agli ostacoli che si presentano lungo il percorso.
AVVISI
Dal 17 al 19 – il dopo Cresima va in gita a Roma.
Venerdì 21 – a Pieve a Elici alle 21 per ‘Ritrovare la Bellezza’ – Racconto di un restauro: la chiesa di san Pantaleone’.
Domenica 23 – a Pieve a Elici alla messa delle ore 11,30 festa del SS.mo Crocifisso.
Da Venerdì 21 a Domenica 23 a Santa Maria Albiano campo di 3a media.
Alle messe del 15 e 16 agosto nelle chiese della Comunità verrà distribuito il giornalino Incontro ma, assieme a questo, è nata una nuova iniziativa editoriale che si chiama ‘i Quaderni di Incontro’ dove saranno trattati tanti argomenti con l’auspicio di dare voce a tutti coloro che vorranno. Questa iniziativa editoriale parte adesso e vedremo come svilupparla. Il primo numero è dedicato a San Francesco a 800 anni dalla morte nel 1226. Ogni quaderno ha un costo minimo di €2. Sono per ora a tiratura limitata di 150 copie, il primo numero è in omaggio e lo troverete in un contenitore apposito all’ingresso delle chiese. Un grazie particolare alla stampa di Colorè di Lucca.
2026 16 agosto – clicca sopraa per leggere il foglietto della domenica in formato pdf
XX Domenica t.o. anno A
Le letture di questa domenica sono legate da un’annuncio che è rivolto a tutti, credenti e pagani , poiché non esiste più il popolo eletto ma chiunque professa la fede nel Dio di Gesù Cristo, avrà la salvezza.
La prima lettura del profeta Isaia fa parte di una sezione in cui si parla della chiamata alla salvezza non solo d’Israele ma anche degli stranieri. Il ritorno quindi al
Signore è garantito sia per Israele come per tutti gli altri popoli. La condizione però è espressa all’inizio della pericope :” osservate il diritto e praticate la giustizia”.Il diritto contiene in sé il giudizio, come propriamente significa il termine ebraico. Il diritto è frutto quindi dei giusti giudizi del Signore, che diventano norma per il popolo. Chi accoglie la Legge del Signore vede aprirsi l’orizzonte della salvezza .Infatti tutti coloro che ameranno il nome del Signore, che non profaneranno il sabato e resteranno nella sua alleanza , saranno attirati sul monte, quello che Isaia, agli inizi del capitolo 2, aveva avuto in visione ” Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà saldo sulla cima dei monti e s’innalzerà sopra i colli, e ad esso affluiranno tutte le genti.”
Dunque la gioia degli stranieri sarà la stessa degli israeliti nella casa del Signore, perché la loro preghiera sarà egualmente esaudita, come saranno egualmente graditi i sacrifici….ricordiamoci che siamo nel Vecchio Testamento, Gesù dirà “ misericordia io voglio, non sacrifici”.
Nella seconda lettura San Paolo , rivolgendosi ai Romani, riprende quell’accenno alla sua sofferenza personale, che aveva già manifestato alcune domeniche fa, circa la mancanza di fede in Gesù del popolo di Israele, dei giudei, che lui chiama “la mia stirpe”.Allora sente di onorare il suo ministero, quello di predicare Gesù Cristo e il suo Regno, se riesce a ingelosire coloro che sono “della sua stirpe” e riesce a farli credere in Cristo.La conversione di Israele è come un fuoco che brucia in lui.Dopo aver conosciuto la grazia di Dio, che è per tutti, Paolo fa un ragionamento un po’ contorto per spiegare l’agire divino nella storia.
Infatti l’apostolo fa un continuo confronto fra Israele e i Gentili, cioè i pagani, a proposito della obbedienza e della disobbedienza e cioè del riconoscimento o meno del Signore e della sua Alleanza. Quando Israele disobbedisce a Dio, rifiutando il Vangelo, chiudendosi nei lacci del peccato, allora si apre alle Genti la porta della Misericordia, perché possano accogliere la Parola e credere in Cristo.
Però, dice Paolo, se il loro rifiuto di Gesù ha aperto le porte a tutti gli altri, neppure per questo rifiuto i giudei saranno esclusi dalla Misericordia di Dio.. dal momento che Dio non fa preferenza di persone, Egli usa la stessa misura per Israele e per le Genti, perché la sua parola è irrevocabile! Paolo è talmente fervente nel proclamare la volontà di salvezza del Signore, che termina con una immagine forte ma che ha un alto valore escatologico “ Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!”.
Il disegno di salvezza è partito da lontano, dal giardino dell’eden, ma ora abbiamo tutti la speranza per quello che verrà.
Non è un Dio vendicativo ma un Dio geloso, geloso di tutti i suoi figli, che non vadano dispersi, che non si facciano del male, che non si allontanino da Lui, che possano ricevere tutti i suoi doni di Grazia e Misericordia, rispondendo alla sua chiamata .
Il Vangelo di Matteo che proclamiamo oggi ci presenta Gesù che ,dopo il miracolo della moltiplicazione dei pani, dopo che è andato nel deserto in preghiera mandando avanti gli apostoli da soli sul lago, qui esce dal suo territorio e si dirige a nord, in terra straniera, nella regione di Tiro e Sidone, chiamata Fenicia.La narrazione che segue – l’episodio della donna cananea- focalizza uno dei problemi più scottanti della teologia biblica: il problema della salvezza messianica estesa ai gentili.
Questo brano quindi si inserisce nella trilogia delle letture di oggi.
Ma vediamo come si svolgono i fatti.
Mentre Gesù si trova lì, preceduto dalla fama dei suoi miracoli, si presenta una donna cananea ; Marco, che racconta lo stesso episodio, la chiama “sirofenicia”.I cananei occupavano la Palestina prima dell’arrivo di Israele, al tempo di Giosuè,(XIII sec.a.c) e costituivano da sempre una minaccia al monoteismo ebraico, perché adoravano varie divinità.
La donna implora pietà per la figlia e chiama Gesù “Figlio di Davide”, un titolo messianico che abbiamo già incontrato in Matteo, quando afferma che la fama di Gesù si era diffusa in tutta la Siria, di cui faceva parte appunto la Fenicia.Gesù si mostra indifferente, non le risponde.Il silenzio di Gesù ci sorprende e ci amareggia…I discepoli insistono “esaudiscila” letteralmente “lasciala andare” ..
Nel testo di Marco c’è qualcosa di più che mostra che quello del Signore non è un rifiuto assoluto: è solo un ordine di priorità: «lascia prima»: Gesù dice: «io
sono stato mandato per la casa di Israele»…dunque è venuto prima per i suoi, poi per tutti gli altri…Gesù non esce dal disegno del Padre: è mandato per la salvezza d’Israele. Lo dice con estrema chiarezza rispondendo agli apostoli….e la donna cananea, una pagana considerata “ cagna ”agli occhi dei giudei dice: «Sì, Signore, è vero, ma i cagnolini mangiano le briciole dei loro padroni»….accetta il disegno di Dio della priorità dei figli sui cagnolini, di Israele in rapporto alle genti, e riconosce la superiorità di questo rabbi ebreo.Se per i figli di Israele vi è un diritto a essere nutriti, basato
sulle promesse fatte da Dio e suggellate da un giuramento, lo stesso non si può dire per i gentili, che non entrano nella salvezza in base alla promessa, ma in virtù della misericordia. È lo stesso discorso che fa Paolo nelle due affermazioni fondamentali: il privilegio storico d’Israele da una parte e dall’altra la grazia accordata gratuitamente ai pagani .
Gesù di fronte a questa risposta, manifesta la sua ammirata sorpresa, è pronto a stravolgere il mandato di Dio, anticipando la salvezza della donna per la sua fede…come ha fatto di fronte alla straordinaria fede del centurione. Il disegno del Signore, inviato alla casa d’Israele, viene infranto dalla fede di questa donna. “Grande è la tua fede”.Dunque, se il disegno di Dio si inserisce nella storia umana tramite l’elezione e la separazione di Israele, la salvezza non è appannaggio solo di Israele ma dono offerto all’umanità.Che bella pagina abbiamo ascoltato oggi!…è propio vero quello che dice il profeta Isaia “i miei pensieri non sono i vostri pensieri”.