COMMENTO AL VANGELO – IV DOMENICA DI QUARESIMA
Nella IV domenica di Quaresima, il brano del Vangelo secondo Giovanni ci presenta l’episodio della guarigione del cieco nato. Il tema centrale di questa domenica è, infatti, la luce: colui che mai aveva potuto vedere ora può farlo grazie all’intervento di Gesù. La guarigione non è soltanto degli occhi, ma anche dell’anima, poiché il cieco compie un percorso di fede, che lo porta a riconoscere in Gesù il Signore.
Non appena Gesù ha compiuto la guarigione del cieco, quest’ultimo si trova di fronte ai dubbi di coloro che lo circondano, che si dimostrano interessati solo alla componente materiale dell’avvenimento e dubitano dell’operato di Gesù. Alla convinzione con cui il cieco afferma che Gesù è un profeta e viene da Dio, si oppone la superficialità dei farisei, che non vogliono sentirsi messi in discussione e che decidono, quindi, di espellere il cieco dalla sinagoga. Avendo saputo tutto ciò, Gesù interviene di nuovo, cercando il cieco. Egli, quando tramite le parole di Gesù comprende pienamente che è lui il Figlio dell’uomo, compie la sua professione di fede: “Credo, Signore!”.
Fa riflettere come l’operato di Gesù non sia accolto e, anzi, venga espressamente contrastato. Il messaggio di Gesù, infatti, porta scompiglio e spesso anche noi ci comportiamo come i farisei, avendo la presunzione di essere nel giusto, senza mai metterci in discussione. Gesù, però, dice loro: “Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane”, sottolineando come la superbia di considerarsi sempre nel giusto porti al peccato. Dobbiamo, quindi, metterci in ascolto della Parola di Dio, mettendo da parte l’orgoglio, e lasciare che essa operi in noi, anche se talvolta può essere scomoda e turbare le nostre certezze. È questa la vera luce che può trasformarci da ciechi a vedenti.
AVVISI
Lunedì 16 -a Massarosa alle 21 centro ‘ti ascolto’.
A Massarosa alle 21 Catechisti del dopo Cresima.
Martedì 17 -alle 21 in canonica incontro sulla Parola di Dio della domenica.
A Bozzano alle 21 Pro Loco.
Mercoledì 18 – A Bozzano alle 17 Oratorio del mercoledì.
A Massarosa alle 21 genitori ‘Nuovi Orizzonti’ tema, il Vangelo di Matteo.
Alle 21 a Massarosa da Maria Agnese al Bertacca incontro sulla Parola di Dio della domenica.
Giovedì 19- Alle 21 nelle sale parrocchiali di Quiesa incontro sulla Parola di Dio della Domenica.
Sabato 21 – dalle 9 alle 10 in canonica, incontro dei ministri degli infermi.
A Massarosa alle 10 confessioni di 2a media.
Domenica 22 – a Massarosa alle 11 Messa presieduta da Padre Adelphe del Burkina Faso.
Nel pomeriggio Convegno coppie (vedi locandina).
Lunedì 23 – a Massarosa alle 18 incontro con P. Adelphe sulla realtà del Burkina Faso.
Sabato 28 marzo – Cena per raccolta fondi per il restauro dell’affresco e della pala marmorea di Pieve a Elici. Alle 20 al Parco degli Sterpeti Cena (22 €). Per le prenotazioni sentire Eva 3398166769
Mariella 3200804699
Enrica 3290068110
Annamaria 3899212188
Il Centro ti ascolto’ necessita di : latte, succhi di frutta, pasta, farina.
2026 15 marzo – clicca sopra per leggere il foglietto della domenica in formato pdf
IV Domenica di quaresima anno A
Nella quarta domenica di quaresima come nella terza domenica di avvento la liturgia si tinge di rosa segnalando la vicinanza della Pasqua o del Natale.Solo in queste due domeniche i sacerdoti dovrebbero vestire con il colore che, essendo una sfumatura più chiara del viola, indica che la penitenza si allenta in favore della letizia.
Il Vangelo di Giovanni ci propone il miracolo del cieco nato ed è il primo miracolo che ci viene descritto in modo dettagliato in questo anno liturgico. Fino ad ora sia nel tempo di Natale che nel tempo ordinario abbiamo conosciuto Gesù nei primi passi della sua vita pubblica, la scelta degli apostoli, il battesimo al fiume Giordano, la predicazione delle beatitudini sulla montagna sopra Cafarnao.
Nel tempo di quaresima dopo il digiuno, le tentazioni , la trasfigurazione e l’incontro con la samaritana ecco che oggi troviamo Gesù a Gerusalemme che guarisce un non vedente malato fin dalla nascita.Anche gli altri evangelisti raccontano guarigioni di ciechi come quello di Betsaida narrato da Marco , o Bartimeo che chiede di essere guarito..ma in nessuno di essi si parla di un malato dalla nascita e soprattutto qui è Gesù che prende l’iniziativa.
Questo particolare è importante nella struttura del racconto che si può dividere in tre scene davanti al tribunale giudaico.
La prima e la terza hanno come protagonista il cieco guarito, la ricerca della sua identità ( ma è proprio lui o uno che gli somiglia) e la sua testimonianza di come è avvenuta la guarigione , di come un uomo di nome Gesù lo abbia mandato a lavarsi alla piscina di Siloe , in fondo alla città …lui si è fidato , ha creduto in quest’uomo e lì ha visto per la prima volta il mondo.
La terza scena riguarda i genitori che confermano la identità del figlio ( sì è nato cieco) ma non si esprimono su colui che lo ha salvato perché hanno paura dei giudei.
Infatti il gruppo di giudei e farisei che vedono il cieco guarito , che sono osservanti della Legge sono molto scettici sulla figura di Gesù perché affermano la loro discendenza da Mosé ma non sanno da dove venga Costui….anzi siccome ha operato una guarigione di sabato, contravvenendo alla legge di Mosé , decretano che sicuramente Gesù è un peccatore!
Allora chiamano di nuovo il cieco e lo sottopongono alle stesse domande…tanto che il pover’uomo con ironia insinua che forse insistono nel sapere cosa è successo perché anche loro vorrebbero diventare suoi discepoli…e con passione professa la sua fede in questo Gesù che sicuramente viene da Dio perché ha compiuto un miracolo mai visto prima.
Che cosa ne ricava, però : viene scacciato come un impostore, perché chi è nato nel peccato non può dare lezioni a loro che sono ferrati nella loro religione.
I giudei non accettano questo evento straordinario , rimangono chiusi nelle loro certezze sulla legge di Mosé e Gesù, saputo come lo hanno trattato , lo va a cercare e gli chiede” credi tu nel Figlio dell’uomo?”
Il cieco guarito che aveva sentito solo la voce e non lo aveva visto mentre col fango e la saliva gli ricopriva gli occhi , risponde “ e chi è , dimmelo perché io possa credere ! “ lo hai già visto, è colui che parla con te”. Come con la samaritana anche qui Gesù si manifesta ..”Sono io che guarisco, che apro gli occhi , sono io l’acqua viva che disseta..Sono la Luce del mondo e sono venuto a tirare fuori quelli che sono nelle tenebre perché vedano….ma quelli che si ritengono già illuminati e sono pieni di sé, sicuri di essere nel giusto in forza della loro legge , quelli rimarranno nell’oscurità…”A questo punto c’è di nuovo una diatriba con i farisei che sono lì e lo sentono parlare in questo modo.Gli chiedono infatti se si riferisce a loro…e Gesù parla a loro e a tutti noi.. l’uomo che si riconosce cieco acquista la vista con la Luce di Gesù. La prima condizione per uscire dal peccato è avere coscienza di essere nel peccato.Vedere significa anche conoscere ..
Se ci sentiamo ciechi, bisognosi di Luce saremo illuminati da Lui , lo vedremo con gli occhi del cuore e il peccato automaticamente svanirà.
Se invece crediamo di vedere e siamo sicuri di non sbagliare , non cerchiamo la Luce … il peccato non solo rimane ma è anche più grave.
Con questa affermazione forte Gesù ci vuole dire che la sua proposta di salvezza per tutti crea effettivamente una divisione tra chi la accetta e chi la respinge.Siamo tutti nati ciechi e viviamo nelle tenebre ma se cerchiamo la Luce di Gesù saremo guariti , se abbiamo sete di Lui, delle sue parole vedremo le sue meraviglie e la salvezza che sta preparando per noi.
La promessa di salvezza ci viene preannunciata nel primo libro di Samuele con la scelta del re Davide, colui che prefigura Gesù nel popolo di Israele . Samuele viene incaricato da Dio di ungere con l’olio dei sacerdoti, re e profeti colui che Dio gli indicherà . Si avvia dunque dalla famiglia di Iesse abitante di Betlemme , poiché tra i suoi figli c’è il prescelto da Dio.
Iesse presenta a Samuele la sua famiglia ,i figli adulti che sono alla sua mensa…ma Dio fa capire a Samuele che il prescelto non è lì. Allora Iesse dice che il più piccolo dei suoi figli è a pascolare..lo aspettano e quando arriva ecco, Dio lo indica a Samuele e così Davide viene unto con l’olio e consacrato Re davanti ai suoi fratelli. Era un giovane pastore, bello e dorato nei capelli ..e la forza di Dio irrompe da quel giorno nella sua vita.
Il racconto ci immette nel mistero di un Dio che sceglie a suo piacimento e secondo un suo disegno chi collabora con Lui. Noi non possiamo conoscerlo e solo quando saremo davanti a Lui capiremo cosa siamo e chi siamo nel profondo.Quante volte nella nostra vita diciamo “ Signore perché proprio io?” Rimane un Dio misterioso ma che ci ha scelto fin dal seno materno e ci ama ….se crediamo in Lui e ci abbandoniamo alla sua volontà con fiducia sappiamo che non saremo delusi.
Nella lettera agli Efesini San Paolo riprende esattamente quello che Gesù ci dice nel Vangelo: un tempo eravamo come il cieco nato, vivevamo al buio, ora con la venuta di Gesù siamo tutti chiamati a vivere nella luce con opere di giustizia, bontà, misericordia.
Quello che viene fatto di nascosto è un sotterfugio ,qualcosa di brutto di cui si prova vergogna perché altrimenti si farebbe alla luce del sole.Paolo quindi si raccomanda parlando alla sua comunità perché tra di loro il comportamento sia sempre leale, trasparente, senza inganno perché questi sono i frutti delle opere buone.