COMMENTO AL VANGELO – XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Dopo le solennità che abbiamo celebrato le scorse settimane, che ci hanno dato modo di riflettere su molti aspetti della nostra fede cristiana, il calendario liturgico ci fa tornare oggi all’XI domenica del tempo ordinario. Il brano del Vangelo secondo Matteo ci riporta il discorso con cui Gesù dà inizio all’azione dei dodici apostoli.
Tutto nasce da una considerazione che Gesù fa: le folle che lo seguono sono stanche e sfiduciate, hanno bisogno di una guida. Pur essendo il Figlio di Dio, Gesù non fa tutto da solo, sente la necessità di affidare la missione dell’insegnamento del suo messaggio anche ad altre persone. L’uomo è parte integrante del progetto di Dio, perciò sarà un gruppo di uomini, di semplici persone, a dare inizio alla diffusione di quel messaggio evangelico che è giunto, attraverso l’azione di molte persone, fino a noi, che abbiamo il compito di continuare a testimoniare.
A due a due, sono nominati i dodici apostoli, che Gesù non sceglie tra i dottori della Legge o altri sapienti, bensì tra persone comuni, con tutti i loro limiti e i loro difetti. È a questo gruppo, che potremmo in apparenza definire poco adatto, che viene affidato l’annuncio del Regno dei cieli. Spinto dall’amore per l’uomo, Dio si serve di uomini per predicare la salvezza.
Gli apostoli, e noi con loro, sono chiamati ad essere operai che lavorino nella messe del Signore. C’è molto lavoro da fare – dice Gesù – per questo servono persone che siano animate dallo stesso amore che Dio ha avuto per l’uomo mandando sulla terra Gesù e che si facciano testimoni credibili del messaggio da annunciare a tutto il mondo.
AVVISI
Lunedì 15 – alle ore 21,15, presso le sale parrocchiali di Bozzano, è convocata l’assemblea dell’ Ass.ne Padre Damiano. Tutti gli iscritti possono intervenire”.
Martedì 16 – allo stadio di Bozzano dalle ore 19 inizio Torneo delle Frazioni organizzato dall’Oratorio.
a Massarosa in canonica alle 21 incontro sulla parola di Dio della domenica.
Giovedì 18 – a Pieve a Elici alle 17 Messa con il centro ‘ti ascolto ’.
alle 21 nelle sale parrocchiali di Quiesa incontro sulla parola di Dio della domenica.
Venerdì 19 – alle 20 agli Sterpeti cena di beneficienza per il restauro della chiesa di Pieve a Elici.
Sabato 20 – a Massarosa Messa alle 18 e poi pizza nell’orto per ‘Nuovi Orizzonti’.
Domenica 21 – a Quiesa la messa delle 18 è presso il sito della Sagra.
Sabato 4 luglio – a Massarosa alle 20 pizzata nell’orto della canonica, tutti sono invitati. La spesa è di € 15. Non possiamo superare le 90 persone. Chi è interessato può chiamare uno di questi numeri: Roberta 0584-939651, Graziella 328-0539334, Enrica 329-0068110
Chi vuole inviare un articolo per il giornalino Incontro dell’Assunta lo faccia entro il 15 luglio.
2026 14 giugno – clicca sopra per leggere il foglietto della domenica in formato pdf
XI Domenica t.o. anno A
Dopo le solennità che abbiamo celebrato a seguito della Pasqua ,torniamo nel tempo ordinario ,che accompagna il nostro cammino con il Signore. Oggi la Chiesa ci propone in modo pedagogico Letture che sono agli inizi della missione profetica e apostolica del popolo di Dio, e che si calano nella nostra vita a partire dalla chiamata , dal primo incontro che abbiamo avuto con il Signore .
Nel libro dell’Esodo , il popolo guidato da Mosé arriva al sacro monte, il Sinai,
dopo tre mesi di cammino da quando avevano lasciato l’Egitto.
Se Israele accetterà di ascoltare la voce del Signore e di osservare la legge, apparterrà a Dio , diventerà il suo popolo, un regno di sacerdoti, una nazione santa. Queste sono le caratteristiche preannunciate a Mosé dal Signore che gli parla attraverso la nube ; caratteristiche che nel Nuovo Testamento definiranno l’identità dei cristiani.Troveremo anche altre correlazioni tra questa prima lettura e il Vangelo, poiché la Parola di Dio risuona a distanza di secoli , feconda del messaggio annunciato per bocca dei profeti e rivelato da Gesù.
La seconda lettura tratta dalla lettera di San Paolo ai Romani vuole essere un accorato e gioioso esempio di quanto sia grande e infinitamente misericordioso l’amore di Dio per noi .
Paolo ne fa una dimostrazione molto pratica: chi è pronto a dare la vita per un’altra persona? A stento si può trovare chi si sacrifica per un brav’uomo , figuriamoci se si trova qualcuno che offre la sua vita per un delinquente…. Ecco- dice Paolo- Dio ha mandato suo figlio, lo ha sacrificato sulla croce per noi quando eravamo peccatori, traditori, mentitori…quindi, ora che siamo stati riscattati dal suo sangue, molto di più abbiamo la certezza di essere salvati, non abbandonati alla sua ira..perché come un padre amoroso Dio sa vedere la nostra leggerezza, incoerenza , la cattiveria e la superbia, ma è disposto a passarci sopra, a cancellare tutto il male che abbiamo fatto e facciamo, se solo riconosciamo la nostra mancanza e ci sentiamo creature bisognose del suo amore .
Quando facciamo un torto a mamma, a papà, a una persona amata , abbiamo paura di perdere l’affetto …ma non è così…un torto o un dispiacere fanno soffrire chi amiamo ma non diminuiscono l’amore …così la riconciliazione tra noi e Dio per mezzo di Gesù sorpassa ogni rivalsa , ogni umiliazione perché l’amore di Dio non diminuisce, è grande, libero, infinito.Ma quale relazione ci unisce a Dio? È questo il punto.
Se nella nostra vita Lo abbiamo incontrato ,se una Parola, un dolore, una gioia, un sacerdote ci hanno fatto fare esperienza di Dio, come la chiamata a cui hanno risposto gli apostoli, allora si comprende quanto è grande il suo amore per noi e con quanta pazienza ci aspetta .
Nel brano del Vangelo Matteo ci introduce al grande discorso apostolico, vedendo che le folle lo seguivano come “ pecore senza pastore”. Proprio per questo dice che c’è bisogno di chiedere operai per la “messe ” del suo popolo e prepara così la chiamata degli apostoli.
Fin dagli inizi del suo ministero pubblico Gesù sì è scelto degli uomini per portare a compimento la sua opera.Nel chiamare i primi quattro ne aveva precisato il compito, sarebbero stati “pescatori di uomini” .. più tardi il numero degli apostoli sale a dodici- come le tribù di Israele- con la funzione di “essere con lui” , annunciare la buona novella e liberare dagli spiriti immondi.
A differenza di Marco e Luca, Matteo non ci fa una narrazione della scelta dei dodici perché la dà per conosciuta e riporta soltanto la lista dei loro nomi . Essi sono appaiati, forse per rispecchiare il modo con cui furono inviati “ a due a due”. Solo nel Vangelo di Matteo il primo apostolo è Simone detto Pietro, per rispettare il primato che avrà alla fine ,quando sarà investito da Gesù come colui sul quale si costituirà la Chiesa.
L’invio di uomini con un messaggio di salvezza non è una novità nella Bibbia : tutta la storia dei profeti ci svela il disegno di Dio che vuol salvare l’uomo per mezzo dell’uomo..come abbiamo visto nella prima lettura ..Mosè si fa portavoce di Dio per salvare il popolo , gli apostoli proseguono la missione di Gesù per portare l’annuncio di salvezza.
Il termine “ apostolo ” significa “ inviato” , “ mandato “e inviando i dodici Gesù precisa l’ambito della loro missione , il popolo di Israele; l’oggetto della loro predicazione : la salvezza e la venuta del Regno ; il comportamento da tenere:non avidità di guadagno ma sobrietà e abbandono alla Provvidenza.
Gesù dice una cosa importante ai suoi apostoli: non devono predicare ai pagani, ai samaritani ma alle pecore disperse della casa di Israele.Questa proibizione corrisponde ad un preciso piano divino: la salvezza doveva essere offerta prima al popolo eletto, alla nazione santa, e solo in un secondo tempo a tutti gli altri popoli, cioè dopo la resurrezione .Gesù è la misura di salvezza tra il prima e il dopo …
Con la discesa dello Spirito Santo gli apostoli troveranno la forza di testimoniare Gesù crocifisso e risorto e soprattutto metteranno in pratica il mandato che il Signore ha lasciato mentre saliva al cielo: andate in tutto il mondo, battezzate e portate a tutti l’annuncio del regno di Dio.