COMMENTO AL VANGELO – II DOMENICA DI PASQUA
Nella seconda domenica di Pasqua, il brano del Vangelo secondo Giovanni ci parla della prima apparizione di Gesù ai discepoli dopo la sua risurrezione.
L’episodio si svolge nel giro di una settimana, a partire dal giorno della risurrezione. I discepoli si trovano, timorosi, chiusi in una stanza. Quel giorno, la mattina presto, Maria Maddalena si era recata al sepolcro e, trovatolo vuoto, era corsa ad annunciarlo ai discepoli, ma solo Pietro e Giovanni erano andati al sepolcro, per poi però ritornare a casa. La sera di quello stesso giorno, Gesù appare ai discepoli, viene per portare loro la luce della risurrezione, mentre si trovano ancora nel buio dello sconforto, quando ancora non è operante in loro la forza dello Spirito Santo. Gesù si presenta con le ferite che l’esperienza umana della morte ha lasciato su di Lui: le mani hanno il segno dei chiodi e sul fianco c’è lo squarcio del colpo di lancia.
In quel suo manifestarsi ai discepoli, Gesù porta il dono della pace che dà gioia e affida loro la missione di diffondere il suo messaggio di amore, come egli ha fatto su mandato del Padre. Non solo: con la forza dello Spirito Santo, ai discepoli è anche data la missione di portare a tutti il perdono, la Riconciliazione, la misericordia di Dio che in questa domenica ricordiamo.
In quella stanza non c’è, però, Tommaso, che inizialmente non crede a quello che gli altri gli raccontano, come in precedenza gli altri discepoli non avevano creduto all’annuncio della Maddalena. Gesù si manifesta quindi una seconda volta dopo otto giorni e di fronte a Lui Tommaso professa con convinzione la sua fede: “Mio Signore e mio Dio”. Tommaso fa esperienza profonda della misericordia di Dio e riconosce in Gesù il centro della sua vita, il punto fermo da cui tutto si irradia.
AVVISI
Lunedì 13 aprile– alle 18 a Massarosa in onore di Carlo Acutis Messa per i giovani e adorazione.
martedì 14 – a Bozzano alle 17 Messa per il centro ’ti ascolto’.
alle 21,00 al don Bosco di Massarosa. Consiglio Pastorale allargato a tutte le commissioni: presentazione, condivisione e approvazione del calendario pastorale definitivo.
(non c’è l’incontro sulla parola di Dio della domenica a Massarosa)
Mercoledì 15 alle 20,30 agli Sterpeti Messa con le Confraternite (inizio triduo del Carmine).
Giovedì 16 – a Massarosa alle 18 Messa con i ragazzi e bimbi del catechismo (triduo Carmine).
a Quiesa alle 21 nelle sale parrocchiali incontro sulla Parola di Dio della domenica.
Venerdì 17 – a Massarosa alle 16,30 Rosario e Messa e Sacramento Unzione agli ammalati (triduo Carmine).
Sabato 18 – nel pomeriggio non ci sono le Messe a Quiesa alle 18 e a Bozzano alle 18,30. La sera alle 20,30 Messa solenne per la festa della Maddonna del Carmine presieduta dal Cardinale Paolo Lojudice Arcivescovo di Siena segue la processione e il rinfresco nella sala don Bosco.
Domenica 19 – a Massaciuccoli la s. Messa non è al mattino alle ore 9 ma nel pomeriggio alle 17 per la celebrazione di un Battesimo.
Lunedì 20 – a Massarosa alle 18 Messa per i defunti della Compagnia del Carmine e di S. Rocco.
Per il centro ‘ti ascolto’ serve: tonno, pomodoro, pasta , latte, e legumi. Ringraziamo di cuore tutti.
“La pace sia con tutti voi.” Il primo augurio e saluto da parte di Papa Leone XIV a tutti i fedeli cristiani nel mondo. L’ 08 maggio 2025 il Santo padre riprende le parole del Cristo risorto. Con queste colombe vogliamo rivolgere a voi un augurio di pace disarmata e disarmante. Una pace che vince le violenze senza imitarle. In questo caso vogliamo pensare ad una pace come un grande abbraccio che ci fa sentire al sicuro, un abbraccio di gioia per i ragazzi del Burkina Faso.sabato 11 a Quiesa dopo la messa sono in vendita queste colombe con i ragazzi di 5^elementare del catechismo (di Quiesa e di Massarosa)
2026 12 aprile – clicca sopra per leggere il foglietto della domenica nel formato pdf
2^ domenica di Pasqua anno a
Domenica della divina misericordia
Come sono belle le letture di questa seconda domenica di Pasqua ! La madre chiesa ci fa gustare e vedere “quanto è buono il Signore” , quanto è grande la sua misericordia !
Negli Atti degli apostoli e nella lettera di Pietro siamo introdotti nella vita delle prime comunità cristiane che si sono formate dopo la glorificazione di Gesù e cioè la sua morte e resurrezione.Nel Vangelo di Giovanni viviamo la venuta di Gesù tra i suoi apostoli riuniti nel cenacolo.
Nella prima lettura ci viene raccontato come i giudeo pagani seguivano la predicazione degli apostoli, si convertivano al cristianesimo vedendo i prodigi che essi compivano in nome di Dio. Che cosa li rendeva fratelli ?Due sono i pilastri di questa “Koinonia” , la comunità che si viene formando : la frazione del pane e la preghiera .La prima Chiesa si costituisce intorno all’eucarestia , cioè al corpo e sangue del Signore Gesù .
Avevano un senso di timore: questa parola torna spesso ma non va intesa come la paura del Signore.Dio ha mostrato la sua potenza nella resurrezione del suo Figlio e ci ha donato il suo Santo Spirito …questo dono grande ci procura il timore di perderlo, di non saperlo scorgere o apprezzare.
Allora chi teme il Signore non ha paura di Lui, sa riconoscere la Sua onnipotenza, la sua misericordia infinita e la sua grazia : tutti i doni che lo Spirito suscita nei nostri cuori.
Fratelli e sorelle nella fede ,a Gerusalemme , in Turchia , in Grecia e perfino a Roma condividevano le proprietà di ciascuno secondo il bisogno : chi aveva di più lo donava a chi aveva di meno….e questa vita semplice era però gioiosa e piena di letizia…San Francesco, molti secoli dopo, voleva riportare la vita dei cristiani del suo tempo alla chiesa primitiva descritta oggi nella Parola che abbiamo proclamato.
All’inizio della prima lettera , Pietro si rivolge alle comunità cristiane dell’Asia minore e fin dalle prime righe considera una benedizione quello che Dio ha fatto per noi poiché è un Dio misericordioso, che ha sacrificato il suo unico figlio per riscattare i nostri peccati e vincere così la morte senza speranza.La resurrezione gloriosa di Gesù ha unito la terra e il cielo, il corpo e lo spirito che ora gioisce pienamente pensando che non vi sarà più corruzione o tarlo che possa ostacolare la vita eterna in Dio.Pietro affronta la realtà della vita con parole chiare dicendo che dovremo attraversare sofferenza e afflizione ma saremo poi consolati nella gioia piena della vita senza fine in Cristo Gesù , nostro Dio.
Coloro che crederanno senza averlo visto avranno questa benedizione così come Gesù stesso dirà nel Vangelo a Tommaso : tu hai creduto perché hai visto…beati quelli che pur non avendo visto crederanno…si affideranno cioè alla testimonianza degli apostoli e poi alle loro Parole .
Il racconto del Vangelo riprende due schemi che sono identici anche nelle espressioni.
La sera della domenica Gesù sfidando le categorie spazio temporali attraversa i muri e appare nel cenacolo ai suoi amici, chiusi lì dentro per paura ancora della persecuzione dei giudei.
La prima parola è “ Pace a voi”perché Lui veramente ora dà la pace.
L’unico che non ha avuto paura ad uscire è Tommaso che non è presente e quando ritorna sente dai suoi compagni cosa è successo.
Tommaso ha una fede grande in Gesù, spesso viene descritto come superficiale o incredulo…è il primo che ha capito che Gesù andava a morire a Gerusalemme in quella Pasqua..ha una fede esigente : vuole davvero toccare con mano e vedere con i suoi occhi che quello che sperava é vero…
Otto giorni dopo si ripete la scena. Con le stesse parole Gesù appare nel cenacolo e si rivolge direttamente a Tommaso…”vieni metti il tuo dito nelle mani .la tua mano nel costato”
La fede di Tommaso si manifesta allora in quella bellissima e unica espressione : “Mio Signore e Mio Dio”…
Quello che Giovanni dice all’inizio del prologo ‘“ il Verbo era presso Dio e il verbo era Dio” qui viene proclamato da Tommaso con fede !
E Gesù che sa cogliere questa dichiarazione d’amore estende la benedizione a tutti quelli che sapranno riconoscere la sua Signoria e la sua Divinità anche senza averlo visto di persona , come ha fatto Tommaso!
Quindi in che modo possono conoscerlo e credere in Lui tutte le generazioni che verranno dopo il suo ritorno al Padre? Nei secoli passati e nei secoli a venire ?
Anche noi siamo parte di questo popolo di Dio … e siamo benedetti se crediamo in Lui senza averlo visto, siamo benedetti ogni volta che facciamo un piccolo passo verso di Lui per conoscerlo, per incontrarlo nell’Eucarestia e nelle Scritture…soprattutto è benedetto quel rapporto di fiducia e d’amore che possiamo sperimentare dentro di noi se ci sentiamo eletti , amati e chiamati, come Maria di Magdala, la prima che lo ha visto risorto..
Gesù ci chiama per nome e aspetta una risposta .Possiamo fare come Pietro, tradirlo e pentirci, possiamo essere come Tommaso increduli perché esigenti, possiamo amarlo con riconoscenza perché ci libera dai nostri sbagli come Maria Maddalena : lo Spirito ci illumini perché in questa Pasqua rinnoviamo la nostra vita sentendola più vicina alla Salvezza e al nostro Signore Gesù Cristo poiché il suo nome significa ‘Dio salva”.