COMMENTO AL VANGELO – VI DOMENICA DI PASQUA
Nella VI domenica del tempo di Pasqua, il brano del Vangelo secondo Giovanni ci propone uno degli ultimi discorsi di Gesù, prima del suo sacrificio per la nostra salvezza. Il termine della vita terrena di Gesù, tuttavia, non coincide con un suo abbandono. Anzi, egli rassicura i discepoli, dicendo loro che non saranno mai soli. L’amore per il Padre e l’ascolto della Parola mettono in stretto contatto l’uomo con Dio, cosicché Egli prenda dimora in chi è disposto a mettere in pratica i suoi insegnamenti. I discepoli, dunque, e come loro noi cristiani, non sono certamente orfani, poiché il Padre è sempre presente e si prende cura di loro. Non solo: Gesù promette ai discepoli la venuta dello Spirito Santo, un Paraclito, cioè un consolatore. Esso ci dà la forza di seguire la legge dell’amore e ci rende testimoni credibili di Cristo. Lasciando operare in noi lo Spirito che Dio ci dona, possiamo essere suoi veri discepoli.
Non c’è motivo, dunque, di temere che il Signore sia lontano da noi, perché Egli è sempre presente. Siamo noi, piuttosto, che non ci lasciamo conquistare dalla sua Parola e che, quindi, non riusciamo a percepire il fatto che Dio possa abitare dentro ciascuno di noi, se lo vogliamo. Gesù, nel brano del Vangelo, usa il verbo “accogliere” in riferimento ai comandamenti, per indicarci come la Parola debba essere interiorizzata e fatta nostra. Infatti, coloro che accolgono e osservano i comandamenti – prosegue Gesù – sono quelli che lo amano e che, tramite l’amore per Dio, si fanno portatori di amore anche ai fratelli. Lasciamo, quindi, che la pace che Gesù ci ha lasciato ci pervada e ci plasmi, rendendoci saldi nella fede e capaci di trasformare in opere concrete gli insegnamenti del Vangelo.
AVVISI
Domenica 10 – a Quiesa alle 10,30 Messa di 1a Comunione.
A Massaciuccoli alle 16 Benedizione dei barchini.
Martedì 12 – a Massarosa alle 20,30 prove di 1a Comunione.
alle 21 in canonica a Massarosa, incontro sulla Parola di Dio della domenica.
A Massarosa ricordo mensile di Carlo Acutis: ore 18 messa seguita da adorazione eucaristica.
Giovedì 14 – a Bozzano alle 17 Messa con il centro ’ti ascolto’
alle 21 a Quiesa nelle sale parrocchiali, incontro sulla Parola di Dio della domenica.
Sabato 16 – a Bozzano alle 16 Nuovi Orizzonti: attività, merenda e Messa.
A Quiesa alle 18 Messa per ‘Padre Damiano’.
a Bozzano alle 18,30 Messa e festa del gruppo Fratres
Domenica 17 – alle 10,30 a Massarosa Messa di 1a Comunione.
Nel mese di maggio i frati della Comunità ‘Padre Damiano di Bicchio’ saranno nella nostra Comunità Parrocchiale per celebrare con noi il mese di Maria in ricordo di Padre Damiano:
Domenica 3 maggio ore 20,30 a Bozzano
Domenica 10 maggio ore 11 Massarosa
Sabato 16 maggio ore 18,00 a Quiesa.
Rosario Mese di maggio
A Massarosa tutti i giorni escluso festivi in cappellina alle 17,30.
Alla chiesina degli Sterpeti tutte le sere alle 21.
Nella famiglia di Carlo e Annamaria davanti alla chiesa di san Rocco tutte le sere alle 20.30.
A Quiesa tutti i giorni escluso i festivi in chiesa alle 17,30.
Il 22 Maggio a Massarosa alla cappellina della Polla del Morto Bassa alle 18 S. Messa nella memoria di Santa Rita.
10 Maggio – Festa della mamma
Auguri a tutte le Mamme
del mondo e a quelle
che sono in cielo
VI Domenica di Pasqua anno A
Nel tempo di Pasqua la chiesa ci propone letture che ci parlano degli apostoli e delle loro predicazioni per convertire le genti. Essi erano guidati dallo Spirito Santo ed erano spinti a compiere la missione apostolica che avevano ricevuto da Gesù , prima della sua ascesa al cielo.
Nel Vangelo Gesù parla proprio dello Spirito Santo e la chiesa in questo periodo ci conduce a piccoli passi verso la Pentecoste per farci capire meglio il tempo che viviamo.
Nella prima lettura troviamo Filippo che va a predicare in Samaria. Nei versetti precedenti si parla di una persecuzione che era avvenuta a Gerusalemme proprio verso i seguaci di Cristo e uno dei più accaniti persecutori era proprio Saulo, che sarebbe poi diventato San Paolo. Dunque a seguito di queste persecuzioni i discepoli si erano allontanati alcuni andando verso nord altri come Filippo scendono verso Sud. Qui predicando e imponendo le mani, Filippo battezzava e compiva miracoli. Così quando è arrivata a Gerusalemme la notizia che la “nemica”Samaria si convertiva ( ricordiamo il contrasto tra i due popoli nell’incontro di Gesù con la samaritana ) anche Pietro e Giovanni lasciarono Gerusalemme per andare a battezzare ..però la Scrittura si sofferma su questo particolare : “pregavano per loro perché ricevessero lo Spirito Santo…” infatti erano stati battezzati da Filippo ma lo Spirito lo ricevono con l’imposizione delle mani …
Non è completo il battesimo con l’acqua .. la conversione del cuore, la scelta responsabile dei samaritani e ,nel proseguo del capitolo ,dell’eunuco etiope che chiedono entrambi di volere appartenere a Cristo e di volere il battesimo è legata in modo indissolubile alla discesa dello Spirito Santo, che annulla ogni colpa e ci assiste e accompagna nel cammino di fede.
La Madre Chiesa nel corso dei secoli ha definito quanti e quali sacramenti servissero al popolo di Dio e ne ha puntualizzato le caratteristiche , diverse per ciascuno di essi.. In questa lettura degli Atti degli apostoli siamo agli inizi della chiesa e si distingue il battesimo e il dono dello Spirito Santo.
La lettera di Pietro è un invito pacato ma deciso a non lasciarsi opprimere dalle avversità della vita perché se abbiamo conosciuto Cristo, se lo amiamo e crediamo in Lui siamo sostenuti da una forza e da una speranza che dovrebbe vincere ogni malinconia e scoraggiamento… L’apostolo però ci mette in guardia perché la ragione della nostra speranza , la nostra fede nel Signore , non devono essere motivo di divisione o separazione .. Pietro ci dice che dobbiamo avere dolcezza e rispetto, una retta coscienza .. perché “ rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta “ ….Luca nel suo Vangelo dirà che siamo “servi inutili” perché è il Signore che opera non siamo noi .. per questo dove c’è arroganza, superbia, volontà di affermare la verità .. lì non c’è il Signore.. Che parole dure ci vengono rivolte oggi dall’apostolo : è meglio fare un passo indietro, soffrire per la causa di Cristo ma fare il bene .. piuttosto che affermare la propria ragione facendo il male !
Nel Vangelo di Giovanni Gesù annuncia che amare Lui significa osservare i suoi comandamenti.(letteralmente il suo mandato) :è una richiesta concreta, non è un’espressione romantica dell’amore perché si cala nella vita , si traduce in opere..
A seguire annuncia che il Padre manderà un altro Paraclito …quindi Gesù si presenta implicitamente come il Paraclito e il dono del Padre come colui che continua la sua opera con i discepoli.
Nei discorsi di “ addio” nel Vangelo di Giovanni troviamo diversi riferimenti al Paraclito : è un Testimone, un Consolatore che viene dal Padre e dal Figlio, è chiamato “Spirito di verità “ e “Spirito Santo” e ha diverse funzioni nei confronti di Gesù, dei discepoli e del mondo intero.
A Gesù rende testimonianza del Padre, ai discepoli ricorda e interpreta quello che Gesù ha detto,sarà con loro e rimarrà con loro,insegnerà ogni cosa e annuncerà le cose future..Lo Spirito non parla da sé ma glorifica Gesù perché ciò che annuncia ai discepoli lo prenderà da Gesù.. e proprio nel Vangelo di domenica Gesù ha detto “ le parole che vi dico non le dico da me stesso ma il Padre che è in me fa le sue opere” .
Dunque il Padre genera il Figlio e la relazione che unisce il Padre al Figlio è lo Spirito.
Nei confronti del mondo che funzione ha lo Spirito Santo, il Paraclito? Gesù lo dice : “Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più ma voi si, mi vedrete”. Chi ha fede saprà accogliere lo Spirito Santo perché è Lui che rende testimonianza al Padre e al Figlio , è Lui che ci illumina sulle Scritture, guida i nostri passi, ci fa compiere le opere che Gesù ha detto se osserviamo il suo mandato.
Noi viviamo il Tempo dello Spirito; Gesù è venuto , si è incarnato , ha vissuto per annunciare la Salvezza e poi l’ha realmente portata nella nostra vita con la morte e la resurrezione . Non ci ha lasciato orfani, ci parla come un padre che considera figli i suoi discepoli e ci dice che se abbiamo fede anche noi vivremo come Lui che è il vivente , e già ora siamo in lui e lui è in noi… e questa è la ragione della nostra speranza .