E’ Domenica (1-05-2022) – 3a Domenica di Pasqua anno c

COMMENTO AL VANGELO III DOMENICA DI PASQUA

Continua, nella III domenica di Pasqua, il racconto delle vicende successive alla risurrezione.
Nonostante Gesù sia apparso ai discepoli già due volte dopo la sua risurrezione, come ascoltato nel Vangelo di domenica scorsa, essi non sono ancora pronti per la loro missione. Il loro gruppo si divide e sette discepoli ritornano a fare i pescatori in Galilea, dove tutto era iniziato tre anni prima, quando Gesù li aveva invitati a lasciare le reti per seguirlo e diventare “pescatori di uomini”. Il cuore dei discepoli è triste e ancora di più lo è dopo aver passato una notte a pescare senza prendere niente. Il loro stato d’animo è tale che non riconoscono Gesù in quell’uomo che li aspetta sulla riva e domanda loro se abbiano qualcosa da mangiare, da poter condividere con lui. La risposta dei discepoli è un secco “no”, che non lascia nemmeno un briciolo di speranza. Ma Gesù, a differenza degli uomini, non si scoraggia di fronte a quei discepoli che, pur avendo vissuto con lui per tre anni, sono adesso così sfiduciati. Solo quando, dopo le indicazioni di Gesù, la rete è carica di pesci, uno dei discepoli, Giovanni, riconosce il Signore. Pietro, allora, impaziente di incontrare Gesù, si tuffa dalla barca per raggiungere prima la riva. Prima, però, si riveste: riconosce di essere un uomo fragile, che ha sbagliato a non confidare nel Signore.
Benché Pietro ci possa apparire come un uomo che più volte cade, il progetto di Gesù di affidare a lui la Chiesa non cambia. Gesù, infatti, ha visto in quell’uomo una grande forza, come abbiamo ascoltato nella prima lettura, quando con fermezza Pietro difende la sua fede, anche quando comporta sacrificio, fino alla flagellazione. Pietro si è ravveduto dei suoi inciampi e si è abbandonato del tutto all’amore di Gesù. Forgiato dai suoi errori, ha alzato lo sguardo verso il Signore per andare avanti.

3a domenica di Pasqua anno c – clicca sopra per leggere la parola di Dio

IN CAMMINO CON   PAPA FRANCESCO – 11 –

Alla luce dell’Enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco, cerchiamo in questo spazio di affrontare quando possibile alcuni argomenti o temi che possono aiutarci in una riflessione pacata e serena ma utile per il nostro cammino. Riportiamo questa settimana dal capitolo settimo ‘la guerra e la pena di morte’ i numeri 255-258. Come sono potentemente attuali queste parole.
256. «L’inganno è nel cuore di chi trama il male, la gioia invece è di chi promuove la pace» (Pr 12,20). Tuttavia, c’è chi cerca soluzioni nella guerra, che spesso «si nutre del pervertimento delle relazioni, di ambizioni egemoniche, di abusi di potere, di paura dell’altro e della diversità vista come ostacolo». La guerra non è un fantasma del passato, ma è diventata una minaccia costante. Il mondo sta trovando sempre più difficoltà nel lento cammino della pace che aveva intrapreso e che cominciava a dare alcuni frutti.
257. Poiché si stanno creando nuovamente le condizioni per la proliferazione di guerre, ricordo che «la guerra è la negazione di tutti i diritti e una drammatica aggressione all’ambiente. Se si vuole un autentico sviluppo umano integrale per tutti, occorre proseguire senza stancarsi nell’impegno di evitare la guerra tra le nazioni e tra i popoli.
A tal fine bisogna assicurare il dominio incontrastato del diritto e l’infaticabile ricorso al negoziato, ai buoni uffici e all’arbitrato, come proposto dalla Carta delle Nazioni Unite, vera norma giuridica fondamentale». Voglio rilevare che i 75 anni delle Nazioni Unite e l’esperienza dei primi 20 anni di questo millennio mostrano che la piena applicazione delle norme internazionali è realmente efficace, e che il loro mancato adempimento è nocivo. La Carta delle Nazioni Unite, rispettata e applicata con trasparenza e sincerità, è un punto di riferimento obbligatorio di giustizia e un veicolo di pace. Ma ciò esige di non mascherare intenzioni illegittime e di non porre gli interessi particolari di un Paese o di un gruppo al di sopra del bene comune mondiale. Se la norma viene considerata uno strumento a cui ricorrere quando risulta favorevole e da eludere quando non lo è, si scatenano forze incontrollabili che danneggiano gravemente le società, i più deboli, la fraternità, l’ambiente e i beni culturali, con perdite irrecuperabili per la comunità globale.
258. È così che facilmente si opta per la guerra avanzando ogni tipo di scuse apparentemente umanitarie, difensive o preventive, ricorrendo anche alla manipolazione dell’informazione. Di fatto, negli ultimi decenni tutte le guerre hanno preteso di avere una “giustificazione”.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica parla della possibilità di una legittima difesa mediante la forza militare, con il presupposto di dimostrare che vi siano alcune «rigorose condizioni di legittimità morale». Tuttavia si cade facilmente in una interpretazione troppo larga di questo possibile diritto. Così si vogliono giustificare indebitamente anche attacchi “preventivi” o azioni belliche che difficilmente non trascinano «mali e disordini più gravi del male da eliminare». La questione è che, a partire dallo sviluppo delle armi nucleari, chimiche e biologiche, e delle enormi e crescenti possibilità offerte dalle nuove tecnologie, si è dato alla guerra un potere distruttivo incontrollabile, che colpisce molti civili innocenti. In verità, «mai l’umanità ha avuto tanto potere su sé stessa e niente garantisce che lo utilizzerà bene». Dunque non possiamo più pensare alla guerra come soluzione, dato che i rischi probabilmente saranno sempre superiori all’ipotetica utilità che le si attribuisce. Davanti a tale realtà, oggi è molto difficile sostenere i criteri razionali maturati in altri secoli per parlare di una possibile “guerra giusta”. Mai più la guerra!

AVVISI

Martedì 3 – alle 21 in canonica a Massarosa incontro sulla parola di Dio della domenica.
Mercoledì 4 – serata di spiritualità per giovani in Darsena a Viareggio.
Giovedì 5 – alle 21 al Don Bosco incontro con i genitori dei ragazzi di 3a media di Massarosa.
Venerdì 6 – alle 21 al D. Bosco riunione per volontari e animatori per il Grest 2022 (dal 27/6 al 30/7). C’è bisogno di persone di buona volontà per animazione, servizi e manovalanza dai 16 ai 120 anni !
Sabato 7 – al mattino a Bozzano ritiro dei ragazzi che si preparano alla 1a Comunione. (orario 9 – 12,15).
Alle ore 15 agli Sterpeti catechismo di 1a elementare.
Alle 18,30 a Piano del Quercione messa per i ragazzi e i genitori di 3a media.
Domenica 8 maggio – festa della mamma e nel pomeriggio festa di primavera all’ex asilo di Bozzano.
A Massarosa stiamo preparando un omaggio a tutte le mamme.
Alle 15,30 Tombola agli Sterpeti.

Nei mesi di Maggio e Giugno coloro che desiderano aprire la loro casa alla sera per la S. Messa e la benedizione a più famiglie è pregato di segnalarlo ai sacerdoti.

ROSARIO MESE DI MAGGIO
Molti hanno fatto passaparola e messaggini a non finire per la Consacrazione del s. Padre della Russia e dell’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria, ma pochi ‘per ora’ sono disponibili a vivere nel mese mariano la pratica del rosario comunitario. Questa pia pratica che la tradizione popolare cristiana ci ha trasmesso è bene non perderla e siamo grati a coloro che la portano avanti sia personalmente che insieme ad altri.

Luoghi di preghiera del Rosario
MASSAROSA i giorni feriali alle 17,30 prima della Messa.
GUALDO
4/5Castello
11/5 in Corte.
18/5 Quaivra
25/5 Panicale sempre mercoledì ore 21 in caso di pioggia in Chiesa

2022 1 maggio 2022 – clicca sopra per leggere il foglietto della domenica in formato pdf

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